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"Patologie Varie" 
 
Covata a sacco , Acariosi , Nosemiasi , Amebiasi , Micosi , Mal di Maggio 
Mal nero , Pidocchio delle Api , Tarma della Cera .

 

Covata a sacco

Essa è provocata da un virus che colpisce l'ape allo stato larvale; il nome deriva dal fatto che le larve morte, se sollevate dalle cellette, si presentano a forma di sacco. L'infezione viene trasmessa dalle nutrici , col cibo somministrato nei primi giorni di vita alle larve; il colore di quest'ultime diviene dapprima giallo e poi bruno ; successivamente esse si disseccano trasformandosi in scaglie scure aderenti al fondo della cella. Normalmente le larve colpite sono poche e la malattia difficilmente viene riscontrata dall'apicoltore se non nei casi più gravi.
Non esistono mezzi terapeutici appositi per la lotta contro la covata a sacco e generalmente essa scompare durante l'estate, passato il periodo di maggiore stress della famiglia .

 Acariosi

Grave malattia che colpisce le api adulte dovuta ad un acaro microscopico, l'Acarapis woodi; esso penetra nella trachea di operaie, fuchi e regina attraverso gli stigmi del pre-torace e qui vive e si riproduce. L'unico mezzo per una diagnosi sicura è rappresentato dall'esame microscopico dei soggetti colpiti.  La malattia provoca ostruzione delle trachee, disturbi di circolazione e lesioni interne.
Sono generalmente colpite solo le api giovani poiche' l'accesso dell'acaro alle trachee delle anziane è reso difficoltoso dai rigidi peli protettivi.
La propagazione della malattia avviene per contagio da ape ad ape, per saccheggio, etc.
In caso di infezione grave è necessario provvedere alla distruzione della famiglia, conservando i favi con covata opercolata e miele che verranno dati ad altra famiglia dopo averli accuratamente spazzolati da tutte le api adulte, men­tre il materiale potrà essere reimpiegato senza effettuare disinfezioni dopo un periodo di isolamento di una ventina di giorni.
Nella cura delle famiglie colpite  si utilizzano la miscela Frow, il salicilato di metile, i cartoni sol­forati, il Mito A2 ed il Folbex.
Quest'ultimo è attualmente il più efficace fra i vari prodotti per combattere l'acariosi. Si tratta di piccole strisce fumiganti che vanno poste accese all'interno dell'arnia in uno spazio di circa 10 cm. appositamente creato; si agisce di sera, dopo avere sigillato la porticina e altri eventuali fori presenti nel nido. La striscia brucia per una decina di minuti emettendo vapori che colpiscono l'acaro. Dopo circa un'ora l'arnia viene riaperta ed il trattamento va ripetuto per 8 volte ogni 7 giorni.

Nosemiasi

Essa  colpisce le api adulte e sopratutto le bottinatrici, è provocata dal Nosema apis, protozoo che vive e si riproduce nelle cellule dello stomaco delle api. Il nosema si trasforma in spore microscopiche attraverso le quali  trasmette l'infezione; queste  giungono insieme all'alimento nello stomaco dell'ape, ne attaccano i tessuti e si riproducono . I sintomi sono comuni ad altre malattie delle api adulte: gonfiore al ventre, forme diarroiche, incapacità di volo ed indebolimento generale . 
Qualora fossero  colpite anche le giovani nutrici, può manifestarsi mortalità della covata dovuta ad alimentazione scadente o carente.
La propagazione della malattia avviene per ingestione di alimenti od acqua contenenti spore del parassita, a causa di saccheggi, per scambi di favi infetti o nutrizione con miele proveniente da alveari colpiti.
In infezioni gravi e con famiglie deboli si deve ricorrere alla loro distruzione ed alla disinfezione del materiale con soluzione di soda ed acqua bollente e successiva asciugatura alla fiamma azzurra.
In infezioni lievi e con famiglie forti  in periodi di raccolto si può procedere alla cura, trasferendo la famiglia su favi puliti, somministrando sciroppo zuccherino con aggiunta di Cibazol o Fumidil B . 

Amebiasi

Malattia dell'ape adulta dovuta al protozoo Malpigha­moeba mellificae che si sviluppa nell'epitelio dei tubi di Malpighi rendendone nulla la loro funzione escretrice. Essa si trasmette, col miele infetto e l'acqua sporca  di abbeveraggio.
Spesso l'amebiasi si presenta contemporaneamente alla nosemiasi, con sintomi simili. Per il trattamento della malattia valgono le stesse regole e gli stessi prodotti indicati per la nosemiasi.


Micosi

Patologie provocate da funghi, che possono colpire  larve od api adulte. La propagazione avviene attraverso alimenti infetti o contatto con superfici colpite; le api si presentano rimpicciolite, mummificate e coperte di spore del fungo. Essa puo riscontrarsi in  famiglie deboli, invernate male e poco curate, viceversa essa non attecchisce in colonie forti, con nidi in cui si evita il ristagno e l'umidità .
Le varie muffe e funghi sono facilmente riscontrabili dall'apicoltore con un esame completo della covata e delle scorte in miele e polline. Per la cura, a meno che non si tratti di casi molto gravi, sarà sufficiente aiutare le api a ripulire il nido dando maggiore areazione, sostituendo il materiale infetto e rinforzando le famiglie colpite.

Mal di maggio

Si tratta di manifestazioni morbose dovute ad affezioni di causa incerta, non microbica, probabilmente a causa di avvelenamento provocato dalla suzione di nettare o polline tossico. Il suo nome deriva dal periodo in cui si manifesta maggiormente .
La malattia può essere provocata dall'eccessivo squilibrio esistente fra covata ed api nutrici le quali possono trovarsi costrette ad una superalimentazione che provoca accumulo eccessivo di alimento non digerito nell'intestino. 
Le api colpite appaiono con ventre gonfio e lucido,  incapaci al volo e impediti nei movimenti.
Per la cura si consiglia di aggiungere alla nutrizione stimolante primaverile 1 grammo di acido salicilico per ogni Kg. di sciroppo. 

Mal nero o mal della foresta

Infezione intestinale  di lieve entità . Le api colpite perdono i peli del corpo, si presentano di colore scuro e vengono cacciate dall'arnia dalle api sane.In genere sono colpite le bottinatrici e  normalmente la malattia scompare da sola col progredire di raccolti abbondanti e vari.


Pidocchio delle api

Si tratta di un dittero, il Braula coeca, di dimensioni di circa i mm., di colore rosso bruno.  Esso vive saldamente aggrappato alle api , senza che queste riescano da sole a liberarsene, provocando fastidio e difficolta' di movimento negli individui colpiti. Le larve di Braula éoeca vivono nelle celle con miele e generalmente in ogni parte del nido.
Per la lotta contro il pidocchio si usano fumigazioni con prodotti a base di estratto di tabacco che provocano la caduta dei parassiti sul fondo dell'arnia dal quale debbono poi essere rimossi ed uccisi.


Tarme della cera
(Galleria mellonella e Achroea grisella)

Sono in genere  farfalle notturne che penetrano negli alveari deponendovi le uova; le larve che schiudono si nutrono di cera provocando gravi danni per le gallerie costruite all'interno dei favi.
Difficilmente in un alveare sano possono causare dei danni , il pericolo piuttosto , è riscontrabile in magazzino dove i telaini ,incustoditi , sono facile preda per evitarle  occorre procedere a solforazioni ripetute a intervalli regolari a base di anidride solforosa.


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