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Introduzione
La formazione degli sciami, rientra in una fase più amata dagli
apicoltori principianti, perchè intravedono la possibilità
di incrementare l'apiario senza costi aggiuntivi, mentre per i professionisti
il piacere di percepire un incremento di reddito dall'attività
apistica.
Ci sono vari motivi, che ci spingono alla formazione
degli sciami artificiali, secondo i canoni apistici si costituiscono
per:
" rinnovare le famiglie d'api;
" integrare le perdite fisiologiche delle famiglie d'api che
avvengono per malattie o per negligenza dell'apicoltore al termine
della stagione invernale;
" rinforzare le famiglie deboli in primavera, per consentirle
un abbondante raccolto primaverile;
" aumentare le famiglie d'api nella zona per migliorare il servizio
d'impollinazione;
" ridurre con il prelevamento d'api e covata la sciamatura naturale
nelle famiglie sovrappopolate;
" applicare un metodo di controllo biotecnico contro l'acaro
varroa, facendo così rinviare i trattamenti antivarroa sul
finire dell'estate senza che le famiglie d'api subiscono conseguenze
negative.
L'arnietta
va pulita e disinfettata, prima di inserire lo sciame.
Quando si può incominciare
Il momento più propizio per iniziare è la primavera,
quando vi è importazione di polline e nettare, oppure in un
momento più favorevole realizzato dall'apicoltore, sulle famiglie
selezionate, attraverso una nutrizione abbondante con sciroppo e sostituti
del polline.
Come si scelgono le famiglie
Si scelgono in apiario, le migliori famiglie selezionate che hanno
avuto un'ottima ripresa primaverile, resistenti alle malattie, ai
rigori invernali, operose, docili, con buona tenuta del favo, poche
propense alla sciamatura, con regine che hanno un'enorme capacità
d'ovodeposizione.
Come possono essere selezionate
Le famiglie possono essere selezionate attraverso la selezione massale,
anche se è una tecnica istintiva rimane ancora un metodo valido,
anche se ogni apicoltore è provvisto di un suo criterio di
selezione.
Questa è la prima fase, su cui operare per migliorare le caratteristiche
degli sciami futuri, perché attraverso la selezione, l'allevatore
trasmetterà alle future generazioni d'api il patrimonio genetico
migliore, garantendo il massimo rendimento degli alveari e riducendo
i caratteri indesiderati, poiché la selezione che avviene spontaneamente
in natura, garantisce la continuità della specie ma non la
produttività.
Quando bisogna stimolarle, come e quando nutrirle
Le famiglie che sono scelte per la produzione di sciami artificiali,
devono essere stimolate con abbondante nutrizione avvincente, almeno
trenta giorni prima, per incoraggiare la regina ad incrementare la
deposizione delle uova. Può capitare però che il precoce
sviluppo della covata può portare ad un rapido e completo esaurimento
delle scorte di miele e polline immagazzinate nell'anno precedente.
Per garantire quindi, un costante approvvigionamento di proteine,
quando l'importazione è scarsa o priva di sostanze proteiche,
(poiché non tutti i pollini sono degli ottimi integratori di
proteine) è necessario alimentare le api oltre che con un'abbondante
nutrizione, a base di sciroppo, anche con proteine, aminoacidi e vitamine
del gruppo B, che si trova in commercio nei pani di candito, perfettamente
assimilabile dalle api. Questi prodotti stimolano lo sviluppo della
famiglia e della covata, favoriscono la deposizione della regina e
riducono il logorio delle api sottoposte ad un eccessivo lavoro.
Gli elementi indispensabili
che sono
necessari, per costituire gli sciami artificiali, sono sempre in proporzione
agli sciami che vogliamo ottenere, questi sono:
" famiglie d'api selezionate;
" arniette per gli sciami; (foto 2)
" telaini costruiti vuoti o con fogli cerei;
" telaini con provviste di miele, polline e covata in tutti gli
stadi;
" fuchi che non provengono dallo stesso ceppo;
" celle reali o api regine autoctone in gabbiette, che provengono
da alveari selezionati.
L'arnietta
Una particolare attenzione va prestata, quando si sceglie il tipo
di arnietta (fig. 2). Sono da preferire quelle che hanno dimensioni
tali che all'interno possono ospitare dai cinque ai sei favi, prive
di fessure, dotate di rastrelliere sul fondo per evitare l'oscillazione
dei favi durante gli spostamenti e protette termicamente.
Gli ingressi, devono essere dotati di una porticina in lamiera zincata
che lasciano passare poche api alla volta e sono posti in basso per
evitare le dispersioni di calore e, per facilitare alle api la pulizia.
I fondi e i coprifavi devono essere dotati di una rete metallica,
che si rileva molto utile durante gli spostamenti, quando le api hanno
bisogno di molta aerazione e i coprifavi al centro devono presentare
un foro di circa 42 mm, che serve a sistemare un nutritore pieno di
sciroppo o un pane di candito quando le api devono essere nutrite.
Le migliori arniette che si trovano in commercio, oltre ad avere i
requisiti sopra descritti, sono quelle che hanno lo spazio d'ape anche
sotto l'orecchietta dei telaini. Questa innovazione serve a ridurre
durante la manipolazione dei telaini, lo schiacciamento e l'aggressività
delle api, il diffondersi di patologie, i ponti termici e la rapida
introduzione ed estrazione dei telaini. Per altri approfondimenti
vedi articolo pubblicato sulla rivista Api e Flora, ( n .5 settembre
- ottobre 2003, pag. 20-21-22-23) http://www.apicoltura2000.it/angrisani/
La quantità di api da inserire nell'arnietta
E' importante conoscere, durante la formazione degli sciami artificiali,
le giuste quantità degli elementi da inserire nell'arnietta.
Questi elementi variano:
" se lo sciame è spostato dal suo luogo d'origine;
" se lo sciame rimane nello stesso apiario;
" dalle disponibilità nettarifere del territorio;
" dalla latitudine dove ci troviamo ad operare;
" dalla temperatura del mese in corso;
" dalle risorse immediatamente disponibili, esterne all'alveare.
Per comprendere attraverso i favi, la quantità d'api da mettere
dentro all'arnietta, si fa riferimento alla densità d'api adulte
sul singolo favo. Sapendo che su un favo da nido vi sono all'incirca
130 - 150 api a dm, quando entrambi i lati sono coperti vi sono all'incirca
3000 api adulte, mentre quando il favo non è uniformemente
coperto dalle api, per una stima precisa, dobbiamo immaginare le api
concentrate su una zona ristretta del favo e calcolarne la superficie.
Contrariamente quando si travasano i telaini contenente covata opercolata
estesa su entrambe le facce, una volta sfarfallata occuperanno completamente
3 favi da nido.
Al contrario se si realizzano sciami artificiali, partendo solo da
api adulte o sciami nudi, si può risalire al numero d'api attraverso
il loro peso, (1 kg d'api corrisponde all'incirca a 10.000 api).
L'importanza dei fuchi
Un ultimo accorgimento, se non altro il più importante, durante
la fase di programmazione e costituzione degli sciami, non si deve
perdere di vista l'importanza dei fuchi, in quanto è stato
dimostrato scientificamente che durante il volo di fecondazione, le
regine vergini si accoppiano con più fuchi, almeno una decina,
dato che è impossibile, che attraverso la fecondazione naturale
delle regine, si può controllare la certezza degli incroci
desiderati è consigliabile aumentare nell'apiario la densità
di fuchi selezionati, non prodotti dal ceppo dove hanno avuto origine
le regine da fecondare.
La sorveglianza sugli sciami e sulle famiglie
Gli sciami vanno continuamente controllati, in modo particolare i
più piccoli, fino a, quando diventeranno autosufficienti.
Una particolare attenzione va prestata anche alle famiglie salassate,
per la formazione degli sciami artificiali, perchè i loro elementi,
regina, fuchi, covata, api nutrici, scorte e bottinatrici, hanno sempre
un giusto equilibrio naturale. Durante la formazione degli sciami
artificiali, a causa della sottrazione di un solo elemento, viene
a mancare quest'equilibrio. Le api reagiscono immediatamente alle
nostre manipolazioni, ma occorrono parecchie settimane per ripristinarlo,
quindi si consigliano interventi di tipo manipolativi per anticipare
l'equilibro preesistente.
I suggerimenti
In seguito saranno indicati vari metodi, che non richiedono tecniche
raffinate o abilità nelle manipolazioni delle api ma solo un
po' di conoscenza
sulla loro biologia, che saranno esposti, anche se vi sono molte variabili
in funzione dei luoghi e delle latitudini che possono inficiare l'esito
dell'operazione,
Una raccomandazione a quelli, che si avvicinano per la prima volta
alla formazione degli sciami artificiali
Dal diagramma (fig.3 ) possiamo costatare che, se il nostro alveare
di partenza si raddoppiasse ogni anno, nel giro di dieci anni avremmo
un apiario di 1024 alveari, l'esperienza in campo ridimensiona questa
teoria, poiché senza un'adeguata cura e competenza molte volte
sparisce anche l'alveare di partenza.
Apisticamente Angrisani ing. Pasquale
mailto: pasquale.angrisani@libero.it
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