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La
varroa è divenuta da un ventennio a questa parte, il flagello degli
apicoltori Italiani ed Europei, gli studi sulla sua natura e biologia
si moltiplicano di anno in anno, con la sperimentazione di nuovi formulati,
l'introduzione di tecniche particolari e con l'avvento di scoperte
nuove ed importanti.
Quella che credevamo fosse "varroa jacobsoni", il flagello
delle nostre api, non è tale!! L'acaro infestante l'apicoltura di
mezzo mondo è stato di recente classificato come "varroa destructor",
una specie nettamente diversa dalla jacobsoni in grado di portare
l'alveare parassitizzato alla completa "distruzione".
Andiamo ad analizzare alcuni dettagli importanti sulla varroa:
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Essa depone
4-6 uova per ogni ciclo riproduttivo; una femmina adulta riesce
a compiere circa 7-8 cicli nel corso della sua vita (vedi approfondimenti
alla sezione dedicata alla riproduzione delle varroe).
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La varroa
entra dentro le celle due giorni prima che la covata venga opercolata,
essa depone il primo uovo maschio e i successivi femmine, la nutrizione
avviene sempre in un punto e così la defecazione(in fondo la cella).
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Ciò che attrae
la varroa è probabilmente, il nutrimento (polline e miele) che
viene somministrato alle giovani larve, la covata di fuco è preferita
oltre che per la lunga opercolatura (maggiore deposizione) anche
per la più grande quantità di attrattivo.
I danni provocati
oltre alla lacerazione e sottrazione di emolinfa dalle larve sono
in maggior parte da attribuirsi alla diffusione di malattie e "virosi"
quali "paralisi acuta" o "ali deformi".
Per stimare il grado di infestazione di un alveare si può ricorrere
(ovviamente in condizioni normali, con fondo non propolizzato, etc...)
alla formula: 120 x n = infestazione totale x 2 o diviso 2 ,
anche se si tratta di dati piuttosto imprecisi, ciò è utile per
un continuo monitoraggio, la popolazione degli acari, infatti, raddoppia
mensilmente ed è facile intuire che se si parte anche con "solo"
200 acari a marzo, si arriverà in agosto ad avere un alveare sull'orlo
del collasso con una popolazione di 6400 varroe.

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Grado
di infestazione massima
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2000
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3000
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4000-5000 |
oltre 5000 |
| accettabile |
pericolo |
danni
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collasso
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Tra i tanti prodotti
acaricidi presenti sul mercato andiamo ad analizzare l'Apistan,
uno dei formulati più usati negli anni novanta, quasi scomparso dal
mercato per forme di farmacoresistenza, è oggi ritornato, ed
è consigliato soprattutto in quei territori esenti per qualche
anno dall'uso di piretroidi, alla base di questo prodotto, vi è come
componente attivo il "Fluvalinate", esso sii presenta
sottoforma di strisce pronte per l'impiego, il trattamento completo
prevede l'inserimento di due
strisce tra i telaini dove vi è magior popolosità/covata
(vedi fig.) nella fattispecie tra il 3° & 4° e il 7°
& 8°, tali strisce devono permanere all'interno dell'alveare
da 6 a 8 settimane.
Iperiodi consigliati per il trttamento sono l'inizio dell'autunno
o la fine dell'inverno.
L'efficacia del trattamento è molto alta, ma essa, come già
detto in precedenza, dipende dalla più o meno farmacoresistenza
degli acari.
Importante:
Tale sito non si prefigge di essere sostitutivo delle modalità di
impiego di preparati per la lotta alla varroa, le indicazioni sopra
riportate sono da ritenersi pure sperimentazioni e frutto di nozioni
apprese durante stage di apicoltura vari. Per l'utilizzo di preparati
è sempre necessario avvalersi delle indicazioni riportate sulle confezioni.
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