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Bee Boost al quarto anno di utilizzo
Nuovi prodotti "tradizionali " antivarroa: Apiguard
Acido formico gel
Ipereat
Apedin Vapor
B 401-bacillus thuringensis trattamento biologico alla tarma della cera
Il prodotto Bee Boost ha le seguenti
caratteristiche:
*prodotto naturale- le sostanze costituenti sono presenti in natura
e non sono tossiche per l'uomo e per l'ambiente.
*essenzialmente simile-il feromone sintetico ( QMP) è essenzialmente
simile a una miscela semplificata del feromone mandibolare naturale
delle regine e perciò non comporta rischi tossicologici
Background
I feromoni sono sostanze naturali utilizzate da organismi di diverse
specie a fini di comunicazione. Il feromone mandibolare della regina
( QMP ) è una miscela naturale di componenti feromonali secreta
dalla ghiandola mandibolare dell'ape regina che gioca un ruolo fondamentale
nel controllo
del comportamento delle api operaie all'interno e all'esterno
dell'alveare . E' prodotta dall'ape regina ed è essenziale per
la coesione e la vitalità dell'alveare. La realizzazione sintetica del
feromone QMP consiste dei seguenti componenti feromonali:
- 9-Oxo-2(E)- acido decenoico ( 9-ODA )
- 9-idrossi-2(E)acido decenoico ( 9-HDA )
- Metil p-idrossibenzoato ( HOB )
- 4 idrossi-3-metossifenetil alcol ( HVA )
1
In conseguenza della bassa volatilità del QMP, il contatto fisico è
il principale veicolo di distribuzione.
Benchè variabile e altamente dipendente dall'età e dalle condizioni
della regina, la quantità media di QMP che una regina feconda
secerne è stimata come un " regina equivalente ":
Un " regina equivalente " ( Qeq) di feromone sintetico QMP
prodotto da Phero Tech consiste in 0,250 mg di 9-ODA ; 0,150 mg di 9-HDA;
0,020 mg di HOB e 0,002 mg di HVA, per un totale di 0,422 mg Il feromone
naturale QMP è naturalmente presente nella cera e nel miele
degli alveari. Per innumerevoli generazioni e decine di migliaia di
anni l'uomo ha utilizzato e consumato cera e miele senza effetti
tossicologici.
In studi statunitensi è stato concluso che il basso livello tipico dei
feromoni dei lepidotteri non costituisce in nessun caso minaccia tossicologica.Si
può perciò concludere che il feromone naturale QMP non presenta tossicità
alcuna. Ogni dispositivo BEE BOOST contiene 10 regina
equivalente di miscela semplificata di feromone sintetico ( 4 mg
). I componenti sono formulati in un apposito dispositivo plastico di
rilascio.
Le api rimuovono mediante contatto la miscela feromonale dalla superifice
del supporto. Il BEE BOOST risulta efficace per almeno trenta giorni
in una famiglia di dimensioni medie.
Effetti del feromone mandibolare sullo sviluppo di
covata in nuclei e famiglie
Un supplemento di feromone induce una maggior raccolta di polline
sia come raccolta individuale che come numero di api che si dedicano
a questo compito. Secondo le ricerche scientifiche alla fine del periodo
di osservazione, i nuclei con 1 Qeq/giorno risultano avere raccolto
il 95 %
in più di polline. Tutto ciò non si traduce in un aumento delle
scorte ,ma in un aumento di produzione di covata. Lo stesso comportamento
non si verifica in egual misura in estate sulle colonie in produzione
probabilmente perchè lo scopo di queste è la produzione di miele e non
lo
sviluppo della famiglia. Il feromone è utile sulle colonie in
produzione all'uscita dell'inverno, quando anche per esse la produzione
di covata è lo scopo principale. Il trattamento a 10 Qeq/giorno
non produce effetti rispetto al gruppo di controllo. Questo significa
una evidente " overdose "
con effetto di desensibilizzazione delle operaie. Numerose conferme
sono giunte relativamente a questo tipo di utilizzo. Un paio di apicoltori
non hanno invece notato differenze.Significativo l'utilizzo massivo
effettuato in primavera in numerosi apiari in calabria da cui è risultato
un aumento
della deposizione inversamente proporzionale alla forza delle famiglie
e quello in zone povere di polline (Varese)in cui la maggior disponibilità
di polline delle famiglie con feromone è risultata con molta facilità.Da
citare esperienze di produzione di nuclei in Veneto. In queste
condizioni
le famiglie realizzate a maggio con un favo di covata si
invernavano solitamente su 5 telai. Con l'utilizzo del BEE BOOST sono
state invernate su 8. Secondo alcuni apicoltori se si cambia di posizione
al Bee Boost la regina va a deporre nei favi vicini alla nuova posizione
in cui è stato
collocato.E' da verificare se l'utilizzo in pezzi può dare lo
stesso effetto . Una correlazione sembra anche presente con le condizioni
ambientali . Il miglioramento dello sviluppo delle famiglie sembra tanto
migliore quanto più le condizioni ambientali sono avverse. La mancanza
di effetto di stimolazione invece può essere dovuta, come visto
più sopra, ad un eccesso di feromone rispetto alla quantità di api presenti
e ad un effetto di superdosaggio anche in relazione alle caratteristiche
genetiche delle api.Si può dunque provare a ridurre la quantità
di feromone applicata di una buona metà.Si deve anche considerare che
l'applicazione del feromone provoca la stimolazione della regina attraverso
un maggiore apporto di polline .Può succedere che non vi sia grande
disponibilità per la raccolta. Può anche succedere che la regina non
sia fisiologicamente in grado di rispondere più di tanto alla stimolazione.
Per fare un esempio, non basta cambiare il carburatore per fare di una
"500" un auto da formula 1. Non ci si può aspettare di far
diventare regine vecchie e scarse le
migliori dell'allevamento con l'aggiunta del Bee Boost. Questo pare
un po' troppo.Una certa sostituzione di regine vecchie è
osservata dopo l'inserimento di Bee Boost in primavera ( marzo
) . In questi casi la regina sembra essere molto scarsa e una
sua sostituzione naturale e
precoce viene definita utile ai fini produttivi.Tuttavia c'è da dire
che la sostituzione di regine in primavera è piuttosto comune e la semplice
osservazione " a occhio" da parte di bravi apicoltori non
è sufficente a stabilire se la presenza del feromone accelera la sostituzione.Alcune
rarissime famiglie risultano estremamente sensibili al feromone sintetico.
In questi particolarissimi casi già un mezzo supporto può bloccare completamente
la costruzione di celle anche in assenza della regina. Uso del
supporto-collocare un BEE BOOST( anche meglio se diviso in due o
tre parti ) nella parte anteriore del nido . Le api possono rispondere
in maniera molto diversa a seconda delle caratteristiche genetiche e
delle condizioni ambientali.
Effetti di feromone mandibolare della regina sintetico su pacchi d'api
Quantità minime possono mantenere tranquille le api .
Slessor e al. (88) hanno dimostrato che in laboratorio il comportamento
di " corte reale" può avvenire a quantitativi più bassi di
un decimilionesimo di Qeq. Chiaramente, il dosaggio di feromone sintetico
richiesto è altamente specifico per ogni funzione. L'applicazione in
campo per questo utilizzo ha dato risposte molto positive per quanto
riguarda la coesione del pacco. Particolare attenzione deve essere posta
se si ha intenzione di riunire queste api ad una famiglia con regina
o si vuole introdurre una regina con la gabbietta. Le api in queste
condizioni di assenza di covata si convincono con poco feromone di avere
una regina e possono poi non accettare volentieri la presenza di quella
che per loro diventa una seconda regina .E' perciò consigliabile lasciare
non più di un decimo del supporto feromonale durante la fase di
introduzione della regina in gabbietta, posizionandolo vicino alla porta
di volo per mantenere la coesione delle
api, il volo e la raccolta e contenere le possibilità di saccheggi fino
a che la regina è libera.La gabbietta con la regina andrà sistemata
quanto più lontano possibile dal feromone.Una volta che la regina ha
cominciato a deporre si può aumentare ( fino a 1 supporto intero) la
quantità di
feromone presente per stimolarne la deposizione.Le api a pacco sono
tenute molto bene in coesione dal feromone. Persino troppo.... Bisogna
considerare che in questa condizione di completa assenza di altri riferimenti
( covata coi relativi feromoni, ciclo biologico dell'alveare ( o meglio
ex alveare) sconvolto e inesistente nel momento in cui le api
sono ridotte a pacco ) e
nella condizione di assoluta immobilità le api ricevono
una forte sensazione di " presenza di regina" anche con poco
feromone. Se si riuniscono senza nessuna cautela con altre api inarniate,
queste avranno la sensazione di una riunione di due famiglie con regina.
A causa delle
condizioni in cui sono state mantenute saranno anche molto convinte
che è la loro regina la migliore......il risultato sarà molto probabilmente
l'uccisione della regina
vera....anche perchè le api della famiglia inarniata non possono uccidere
il BEE BOOST.E' necessario tener conto di questo nella riunione ed operare
di conseguenza
L'uso di feromone mandibolare della regina nella gestione dei nuclei
di fecondazione
L'utilizzo in campo in condizione europee ha confermato, a parte le
dovute eccezioni, ( Lapis n°7 settembre 98) il mantenimento di
una quantità superiore di popolazione nei nucleetti con feromone. L'utilizzo
di una quantità moderata e proporzionale alla quantità di api
presente nel
nucleino di fecondazione ha dato effetti soddisfacenti nel mantenimento
della coesione dello stesso e nella riduzione della deriva delle
api. Le celle sono state accettate e le vergini si sono fecondate regolarmente.
Per quest'uso sembra utile posizionare il feromone nella parte posteriore
dell'arnietta, in un angolo.Una quantità troppo alta di feromone può
però dare l'effetto contrario di quello desiderato facendo credere alle
poche api del cassettino di avere già una regina. Si tratta perciò di
utilizzarne una quantità che consenta il mantenimento della coesione
senza risultare
però troppo forte. Un decimo del supporto Bee Boost ha dato buoni risultati
a diversi allevatori.Con nuclei più grandi anche un mezzo supporto ha
dato i risultati richiesti di coesione della popolazione e accettazione
delle celle e delle vergini.Il supporto Bee Boost consente
( Lapis n°7 settembre 98) la stabilizzazione dei nuclei di nuova formazione
senza necessità di confinamento o clausura.Se il supporto è presente
solo in alcuni cassettini, questi tenderanno a raccogliere api da quelli
orfani in maniera analoga a quanto succederebbe se alcuni avessero la
regina. Il BEE BOOST ha mantenuto anche la coesione dei cassettini alla
costituzione,fatti senza covata, con la tecnica del pacco d'api. In
questa situzione è necessario introdurre una quantità più alta
di feromone, disponendolo vicino all'ingresso, fino all'introduzione
della prima cella. Inserendo la cella è necessario diminuire sensibilmente
la quantità di
feromone presente disponendolo nella parte posteriore. Non
appoggiare il supporto al legno. Sembra che l'accumulo nel legno
richieda alcuni giorni per disperdersi potendo così risultare
in alcuni casi in eccesso facendo la differenza fra una buona
o una cattiva accettazione della
vergine. Esperienze pratiche di utilizzo con api orfane e per impollinazione
con
nuclei orfani in serre L'aggiunta del supporto Bee Boost a famiglie
orfane di varie dimensioni ha
avuto effetti definibili sorprendenti senza tema di essere smentiti
. Vengono segnalati casi di alveari orfani o con regina vergine
che hanno costruito la cera dei melari e li hanno poi riempiti di miele.
Notevole su tutti l'esperimento effettuato dall'apicoltore professionista
Francesco Artese ( poi ripetuto da altri colleghi) che in pieno raccolto
sull'arancio, quando le famiglie erano già al secondo melario,ha spostato
il nido da due di queste,lasciando quattro melari con dentro un Bee
Boost poggiati su un fondo mobile. A fine raccolto i melari erano pieni
, mentre i nidi erano nel frattempo serviti ad altri scopi.
Sembra che le bottinatrici abbiano prodotto anche in assenza del nido.Questo
particolarissimo tipo di utilizzo potrebbe tornare utile anche:
* come tecnica veloce di contenimento della sciamatura
* come tecnica per trattare anticipatamente i nidi in caso di infestazione
preoccupante di varroa mantenendo le bottinatrici in produzione. Si
può anche pensare all'utilizzo del feromone per la gestione controllata
di blocchi di covata allo scopo di trattare la varroa come contemplato
dal dossier Unaapi-Fai.Bisogna però anche attentamente valutare la difficoltà
di reintroduzione della regina dopo lungo periodo di orfanità.
Il feromone è stato utilizzato anche nella produzione di
pappa reale e regine, spillato alla stecca portacupolini allo
scopo di far salire un maggior numero di api.L'accettazione dei cupolini
innestati è risultata
normale, nonostante la presenza estremamente ravvicinata del supporto
col feromone.( api orfane con feromone non sanno decidere nei primi
tre giorni se fare celle reali o meno, ma le allevano se queste vengono
loro proposte- come dire " se qualcuno ha deciso di farle noi le
alleviamo") .
Impollinazione in serra Il supporto Bee Boost é molto adatto a sostituire
la regina nei nuclei da
impollinazione delle serre. Visto l'ottimo funzionamento con api
orfane e l'attività di volo e raccolta di polline da esse ottenibile
e vista la dimensione di questi, già un mezzo supporto potrebbe essere
sufficente. Inoltre il feromone risulta consumato molto lentamente e
attivo molto a
lungo.Le api bottinano fino alla completa estinzione della famigliola.
Vengono inoltre evitati i fenomeni di deriva che si verificano quando
si ha esigenza di aprire i nuclei prima di inserirli nelle serre.
Per l' impollinazione delle serre è' possibile produrre nuclei orfani
che avranno scarsa propensione a bottinare oppure nuclei con regina.
In questo secondo caso si avranno invece i costi aggiuntivi legati alla
presenza della regina ( necessità di un gran numero di regine
fuori stagione, loro
conservazione e gestione ecc.) e i problemi della non infrequente
sciamatura dei nuclei all'interno delle serre.La produzione dei nuclei
con Bee Boost è una soluzione che consente di ottenere nuclei con volo
analogo a quelli con regina ma a costi inferiori.Anche i tempi di produzione
dei
nuclei vengono accelerati con l'utilizzo di Bee Boost, il cui utilizzo
consente anche una maggior stabilità dei nuclei alla produzione,con
deriva minima di api.Per le impollinazioni più corte i nuclei potrebbero
essere costituiti anche senza telai.Viene asserito che nelle condizioni
siciliane
anche i nuclei orfani hanno un buon volo. La stessa attività potrebbe
essere ottenuta con un numero minore di api e Bee Boost BEE BOOST nel
melario
Sempre allo scopo di verificare la possibilità di far salire le api,
il feromone è stato collocato all'inizio della fioritura dell'acacia
in un alveare con due melari vuoti, fra i due telai centrali di quello
superiore. Le api hanno disposto il miele nei telai centrali dei
due melari in
corrispondenza del feromone. L'utilizzo di feromone nel melario può
tornare utile per far raccogliere alle api nel melario senza intasare
il nido (sfruttando così ad esempio tutto il raccolto sull'acacia)
o per ridurre la congestione del nido favorendo la salita a melario
delle api ottenendo in
questo modo un effetto antisciamatura. Questo tipo di utilizzo è stato
proposto da alcuni apicoltori americani per la produzione di miele in
favo .Utilizzare il Bee Boost diviso in3/4 pezzi più piccoli.Non sembra
il caso di introdurlo intero nei melari
Non provoca accumulo di polline nei melari . Bee Boost nel melario come
escludiregina Dopo esperienze ripetute si è notato che in presenza
del feromone nel melario la regina non sale quasi
per niente a deporre nello stesso. Il feromone ha quindi
un effetto da escludiregina e risulta molto comodo in diverse situazioni
produttive Effetti del feromone sulla costruzione di celle nelle varie
situazioni -Aggiunta di feromone in presenza di regina in primavera,
prima e durante
la sciamatura Il feromone sintetico integra la produzione della regina.
L'insieme può
ritardare o evitare la sciamatura. L'aggiunta del feromone non blocca
in alcun modo la costruzione delle celle se questa è già iniziata per
qualsiasi motivo.Il feromone non deve perciò essere inserito in ritardo.
Il solo BEE BOOST non dovrebbe di norma impedire completamente la costruzione
di celle in assenza di regina salvo in condizioni di grande raccolto.
Introduzione di regine in nuclei orfani con Bee Boost L'accettazione
delle regine in presenza di Bee Boost interi non è eccellente. Il feromone
non migliora l'eventuale accettazione della regina
ed è bene limitarne la quantità presente al momento dell'introduzione
della regina ad una quantità minima ( 1/10 del supporto vicino alla
porta di volo) per mantenere la coesione e il volo di raccolta
( evitando saccheggi e derive ) fino a che questa è uscita dalla
gabbietta.Successivamente si
può aggiungere una quantità maggiore di feromone ( ricordando che troppo
non aiuta), proporzionale al numero delle api per stimolare la raccolta
di polline. Nel caso di api su favi, finita la covata ( specialmente
disopercolata) l'atrofizzazione ovarica delle operaie comincia
a mancare.
Questa mancanza che dipende dai feromoni della covata e da altro,
ma non dal feromone mandibolare, rende più difficile l'accettazione.
Orfanizzazione e immediata aggiunta di feromone mandibolare sintetico
Le api hanno una sensazione strana. Costruiscono qualche cella con poca
convinzione dopo il terzo giorno. La" convinzione " dipende
dalla quantità di feromone presente in rapporto al numero di api, dalla
quantità di covata disopercolata e uova presente e dal tipo di flusso
nettarifero in corso.In
questa situazione,se il livello di QMP sintetico è sufficentemente alto
da surrogare i feromoni della regina e quelli della covata, le
api non sanno decidere se iniziare a costruire celle o meno, ma se vengono
inseriti cupolini con larve già innestate ( come nella produzione
di regine o
pappa) accettano la situazione e continuano l'allevamento. Questa sensazione
di incertezza si interrompe però fra il terzo e il quarto giorno . In
questo periodo una più convinta costruzione di celle è stata osservata.La
quantità di celle costruite risulterà variabile.Una completa
assenza di costruzione può essere possibile utilizzando supporti interi
in condizioni di buon flusso nettarifero.Il feromone mandibolare non
è il solo inibitore della costruzione di celle reali presente nell'alveare.
La completa inibizione della costruzione di celle d'emergenza
sembra legata
ad un sottile equilibrio dei feromoni della regina con quelli della
covata con influsso non trascurabile del tipo di raccolto in corso .
E' inoltre ipotizzabile che le api siano più o meno sensibili ai feromoni
a seconda del loro patrimonio genetico, ad esempio esattamente come
gli uomini sono sensibili in vario modo all'alcol. Anche la modalità
di assorbimento del
feromone sembra avere effetto.Le api sembrano assorbire più feromone
dai supporti interi che da mezzi. Questo più alto assorbimento sembra
diminuire la volontà di costruire celle d'emergenza e l'accettazione
di regine estranee.
Relazione tra il flusso nettarifero presente e la costruzione di celle
in presenza di Bee Boost
Dalle ricerche scientifiche è noto che la costruzione di celle in condizioni
di orfanità è largamente condizionata dalla presenza di uova e covata
giovane. Tuttavia questo segnale feromonale della covata sembra interessare
tanto meno le api quanto maggiore è ilflusso nettarifero in
corso. La produzione di celle in condizione di orfanità e presenza di
Bee Boost risulta essere tanto minore quanto maggiore è l'importazione
nettarifera.Livelli molto alti di feromone, asportabili da un
supporto intero, possono inibire completamente la costruzione di celle
in condizione
di orfanità e copioso raccolto.Il segnale feromonale della covata permette
alle api di capire se la deposizione della regina avviene nelle migliori
condizioni .Sappiamo però che quando le api cominciano a raccogliere
la regina può diminuire o sospendere la deposizione ( diapausa
) senza
essere sostituita. Le api cioé, in questo particolare momento dell'alveare
non utilizzano il sistema feromonale della covata come controllo.La
famiglia in produzione si comporta ovviamente in maniera diversa
dal nucleo che sta sviluppando e che difficilmente va in diapausa
per
raccogliere solo miele.Introduzione di Bee Boost in alveari con regina
e in produzione a
sciamatura terminata .Diversi apicoltori affermano che le api vanno
meglio. Il forte flusso nettarifero può modificare la percezione feromonale
ai dosaggi più alti . Le api potrebbero comportarsi diversamente nei
confronti del feromone a seconda dello status in cui si trovano per
quanto esposto più sopra e qualcuna,se dovesse rimanere orfana, potrebbe
non costruire
celle.
Toccare regine con dita sporche di feromone Un apicoltore belga ha per
caso marcato due regine dopo aver maneggiato supporti feromonali. Le
regine reintrodotte sono state uccise. Ha pensato
che questa operazione abbia modificato la riconoscibilità della regina.
Supporto con feromone puntato sul listello del telaio Nella cera
il feromone risulta degrato in circa 24 ore ( nelle condizioni normali
dell'alveare). Non sono state effettuate verifiche per stabilire se
nel legno risulti meglio conservato. Un apicoltore belga ( Lapis N°7-98)
ha utilizzato un BEE BOOST in uno starter puntato sul listello del telaio.
Tolto il supporto feromonale e inserito il
telaio coi cupolini innestati ha dovuto attendere la terza prova per
avere un'accettazione normale. Non ci sentiamo di condividere l'idea
che la scarsa accettazione sia da imputare al feromone rimasto sul legno
( in quantità minima ) avendo utilizzato direttamente il BEE BOOST
per la
produzione di pappa reale spillato sul listello portacupolini
allo scopo di attirarvi un maggior numero di api e avendo osservato
un'accettazione normalissima proponendo i cupolini innestati. Altro
discorso sarebbe, come detto più sopra, se le api dovessero iniziare
da sole l'allevamento reale.
Recupero di famiglie con api fucatrici Anche questa è un'esperienza
belga ( Lapis N° 7 -98).
Dopo aver lasciato il Bee Boost per due settimane, l'apicoltore ha aggiuntoun
telaio di covata giovane ( togliendo nel contempo il supporto feromonale)
sul quale le api hanno allevato una cella reale.
Non lasciare il feromone oltre il tempo di utilizzo richiesto per la
specifica funzione
Utilizzare quantità di feromone proporzionali alla quantità di api interessata
e sempre meglio se col supporto diviso in 2/3 parti . Dosaggi molto
alti non sono utili se non per l'inibizione della sciamatura.Non utilizzare
supporti interi per il controllo della sciamatura, ma utilizzare
supporti sempre divisi a metà.Non posizionare il feromone al centro
della cassa, ma al bordo anteriore , vicino alla porta di volo, all'altezza
del legno verticale dei telai.
Il supporto feromonale dura molto a lungo e per molto tempo risulta
attrattivo per le api.Tuttavia non è detto che la quantità rimasta nella
plastica sia sufficente per ogni specifica applicazione.
La presenza del feromone può falsare il "sonoro " delle api
in caso di orfanità.
Un'occhiata al nido è perciò vivamente consigliata.
il Bee Boost non è uno strumento da lasciare indiscriminatamente e senza
controllo nell'alveare per quattro o cinque mesi Attrazione di api alla
deriva-Quando si spostano le api succede che alcune rimangano
sul posto. Una cassettina contenente BEE BOOST e favi vuoti
le
attrae e raccoglie.Potranno poi essere riunite ad altre famiglie
o dar luogo ad un nuovo nucleo con l'aggiunta di una cella o regina.
Inserire il BEE BOOST tra i favi , nella parte anteriore della cassettina.
Questo tipo di utilizzo non consuma feromone. Il supporto può essere
riutilizzato o
lasciato per due mesi per dare maggiore sviluppo al nucleo costituito.
Questo tipo di utilizzo non ha presentato particolari difficoltà.. Con
questa tecnica si possono produrre velocemente anche nuclei costituiti
in prevalenza da api vecchie. I nuclei così prodotti hanno tirato la
cera e
raccolto in assenza di regina.
Nei pressi del laboratorio o quando si recupera uno sciame
, capita spesso che diverse api rimangano alla deriva.Una cassettina
con qualche favo vuoto e un BEE BOOST può recuperare tutte queste
api che altrimenti andrebbero perdute. Per questo utilizzo il feromone
non viene praticamente consumato ed è pienamente riutilizzabile . L'attrattivitità
del Bee Boost
in laboratorio, per il recupero delle api in esso stazionanti è risultata
funzione del suo posizionamento.In tutte queste situazioni le api ricevono
una forte sensazione di presenza di regina dal feromone e possono risultare
aggressive nei confronti di regine aggiunte o con esse riunite.
Deve quindi essere preventivamente ridotta la quantità di feromone con
cui sono
a contatto ( vedi effetti di feromone sintetico su pacchi d'api)
Temporaneo rimpiazzo della regina- Il BEE BOOST può essere utile per
mantenere la popolazione di un alveare orfano,
che altrimenti tenderebbe a essere soggetta a deriva
verso altri alveari, per il tempo necessario a reperire una nuova
regina. Col feromone sintetico l'alveare
orfano vola di più e risulta molto meno soggetto ai saccheggi.Inserire
il BEE BOOST vicino alla porta di volo. Per questo utilizzo il
supporto si scarica di circa un trentesimo della sua capacità per ogni
giorno di presenza nell'alveare. Sulla base del periodo in cui è stato
lasciato in
opera si potrà calcolare quale è la sua potenziale efficacia residua.
Nella preparazione dei pacchi d'api e nuclei -per stimolare la famiglia
donatrice dopo il prelievo di api .Le famiglie donatrici o che hanno
sciamato ricominciano ad avere come scopo primario la produzione di
api.
Inserire BEE BOOST fra i favi centrali, vicino alla porta di volo,
aiuta illoro sviluppo. Per questo utilizzo la durata dell'efficacia
del BEE BOOST è di circa due mesi.
Stabilizzazione ed equilibratura dei nuclei alla produzione -A
volte
succede che i nuclei, al momento della produzione, vadano incontro a
significativi cali di popolazione.Bee Boost la stabilizza permettendo
di evitare di dover nuovamente aggiungere api in un secondo tempo.Per
l'intrduzione di celle e regine vedere le parti specifiche della
documentazione
Api più tranquille - la presenza del Bee Boost rende generalmente le
api piùmansuete
Trasporto di alveari in condizioni di elevata temperatura e popolazione,
a nche di giorno.-Col supporto BEE BOOST presente nell'alveare, le api
stanno maggiormente
calme . Ciò provo ca minori effetti di agglomerazione con diminuzione
deifenomeni di soffocamento . ( Questo tipo di esperienze è stato
sviluppato in Francia dagli apicoltori professionisti del sindacato
SPMF). Collocare il supporto fra i favi centrali, nella parte anteriore
dell'alveare. Se il supporto viene lasciato solo per il tempo del viaggio
il suo consumo è
minimo e puo ess ere pienamente riutilizzato.
Produzione e spedizione di nuclei e pacchi d'a pi orfaniLa possibilità
di vendere api senza regina apre questa produzione ad un
maggior numero di operatori. Non tutti, inoltre, vorrebbero acquistare
api con regina. Inserire il BEE BOOST tra i favi centrali nel caso di
nuclei o
nell'apposito sp azio per la gabbietta della regina nel caso di pacchi
d'api. Per questo tipo di utilizzo il feromone non viene praticamente
consumato e può essere pienamente riutilizzabile nel caso del pacco
d'api. Si può considerare un consumo di un sessantesimo al giorno per
i nuclei nel
caso questi siano liberi di volare.Recupero delle api dai melari
raccolti Qualunque tecnica si usi, dalla spazzolatura all'apiscampo
alla soffiatura, un numero più o meno grande di api rimane all'interno
dei melari. Questo numero è tanto più alto quanto più si ha bisogno
di fare in
fretta.Disponendo uno o due BEE BOOST ( legati insieme )
sul melario in cima alla pila , le api presenti si raccolgono intorno
al feromone e possono essere raccolte con facilità.Questo utilizzo
non provoca consumo di feromone che può essere pienamente riutilizzato.
Anche queste api risultano a pacco e sono molto sensibili al feromone.
Riunirle con regina secondo
quanto prescritto in " effetti di feromone sintetico su pacchi
d'api"
Prevenzione dei saccheggi la presenza del BEE BOOST tra i favi centrali
, nella parte anteriore
dell'arnia , in prossimità dell'ingresso, consente una maggiore resistenza
ai saccheggi .Per questo utilizzo il feromone viene consumato proporzionalmente
alla grandezza della famiglia e al tempo di permanenza al suo interno.
Confermata anche la riduzione dei saccheggi in atto
Per inarniare sciami - Il Bee Boost può essere utilizzato per un più
facile, efficace e veloce inarniamento degli sciami.Appoggiare
il supporto feromonale( non intero, ma diviso in metà ) sui legni
dei telai e scuotere come d'abitudine.Le api entrano più velocemente
nell'arnia e difficilmente
la lasceranno. Molto utile anche per raccogliere sciami a terra.Vengono
segnalate con questo tipo di utilizzo,lasciando il feromone , diverse
mortalità della regina nei giorni successivi l'inarniameto a dimostrazione
della grande sensibilità delle api a sciame per il feromone. Queste
è
imputabile alla ifferenza di odore fra telai proposti allo
sciame e
regina che potrebbe portare le api a considerare quest'ultima
"non di casa " in presenza di una quantità di feromone tipica
del supporto intero. Lasciare dunque nell'alveare,dopo la cattura, solo
un decimo del supporto Bee Boost( oppure una quantità maggiore
ma sempre divisa in piccoli pezzi
) situandolo in prossimità della porta di volo fino a che la regina
a iniziato a deporre.Successivamente sarà possibile aumentare la quantità
per stimolare lo sciame.
BEE BOOST in arnie esca per catturare sciami Qualche sciame è stato
catturato con arnie vuote disposte in apiario contenenti il feromone.Per
quest'uso l'efficacia non è straordinaria, ma il
feromone non si consuma per niente e può essere tranquillamente riutilizzato.
Per catturare sciami collocati in alto Fissare un favo ad una
lunga asta.Fissare quindi il Bee Boost al centro del favo.Portare il
favo a contatto dello sciame.Diverse api dovrebbero
trasferirsi sul favo attorno al Bee Boost
Produzione di cera - secondo alcuni la produzione di cera risulta migliore
in presenza del BEE BOOST
Blocchi di covata controllati per trattare la varroa- Il Dossier "
Varroa sotto controllo: istruzioni per l'uso " elaborato da UNAAPI
e Fai presenta tra gli interventi complementari il blocco della
covata. Trai difetti del metodo vengono segnalati i rischi di saccheggio
in condizioni di carestia che le famiglie orfanizzate dovrebbero affrontare.
Questi sarebbero evitabili con l'utilizzo del Bee Boost negli alveari
orfani.
Blocchi di covata con il metodo dell'asportazione della covata
opercolata
per il controllo della varroasi (Secondo il dossier succitato) -la presenza
di BEE BOOST nell'alveare di partenza a cui sono stati tolti
favi con covata aperta, api e regina, conferisce una stabilità
molto superiore, consentendo un miglior sfruttamento dell'eventuale
raccolto del periodo, una maggiore capacità di costruzione della cera
e una tenuta molto superiore ai saccheggi.
Ritardo e inibizione della sciamatura il Bee Boost non è specifico per
questa funzione, tuttavia può per essa essere utilizzato con profitto.Anche
il dimensionamento del supporto non è
specifico per questa funzione.Il Bee Boost deve sempre essere
utilizzatoin MEZZI SUPPORTI in presenza di regina e raccolto.Le operaie
cominciano ad allevare nuove regine circa 7/10 giorni prima della sciamatura.
I fattori primari , nessuno indipendente dagli altri, per cui la colonia
prepara la sciamatura sono :
* d imensione della famiglia* congestione del nido
* distribuzione dell'età delle api* ridotta trasmissione del feromone
della regina che inibisce
l'allevamento reale L'abbondanza di risorse influenza i primi
tre fattori e può essere essa
stessa un fattore primario per l'allevamento di nuove regine.
E' verificabile che nelle famiglie in sciamatura la circolazione del
feromone è ridotta a causa della congestione in cui essa si trova, ma
anche che la quantità di feromone prodotta dalla regina( che è costante
) è divenuta
insufficente per una quantità di popolazione cresciuta in maniera esponenziale.La
quantità di feromone che raggiunge ogni singola ape è ridotta ( o nulla
).Questo deriva in parte dalla congestione della famiglia e in parte
dalla grande popolazione presente. Perciò viene a mancare
l'inibizione chimica che la regina normalmente esercita. La congestione
delle colonie può essere di per se uno stimolo primario alla sciamatura
. Può essere percepita dalle api come aumento di temperatura nell'alveare,
alto livello di anidride carbonica al suo interno o come numero di celle
vuote che le api incontrano ( o non incontrano ) nel loro movimento
( massimo sviluppo della famiglia raggiunto e percepito -non vi
è più posto per altra covata ne per scorte) . Nella pratica
si conosce da tempo l'utilita di ridurre la congestione con l'aggiunta
di melari, ma si sa
anche che questo di per se non basta a controllare la sciamatura.
Dal 10 al 40 % delle famiglie potranno mediamente sciamare anche se
viene loro concesso spazio in eccesso ( Simpson 1957 ) . La dispersione
del feromone nell'alveare avviene principalmente in due modi:attraverso
il comportamento di grooming delle operaie nei confronti della regina
e successiva
ridistribuzione per trofallasi e grooming e per mezzo del passaggio
della regina stessa sui favi. Anche le operaie a contatto con la regina
depositano sui favi una piccola quantità di feromone. I risultati di
uno studio dimostrano che il feromone inibitore circola meglio in colonie
non
congestionate, dove le operaie sono meglio disperse e possono
più facilmente muoversi e anche il movimento della regina è meno ristretto.
L'utilizzo in campo del prodotto Bee Boost darà risultati forzatamente
variabili. L'aggiunta di feromone sintetico alza il livello di inibitore
presente e consente in molte situazioni di inibire la sciamatura
o ritardarla ( consentendo cioé lo sviluppo di una quantità di
popolazione che la regina da sola non sarebbe riuscita a sostenere )
. La circolazione del feromone aggiunto risulta probabilmente
difficile nelle
famiglie di dimensioni molto elevate specialmente in condizioni di grande
abbondanza tipiche del meridione a fine aprile.Il feromone può essere
impiegato per cercare di evitare che le famiglie sciamino, ma si può
anche pensare di utilizzarlo per far si che la dimensione dello
sciame in
partenza sia minima, consentendo così alla famiglia di continuare a
raccogliere.Inoltre si è tradizionalmente portati ad associare l'inibizione
della sciamatura alla non costruzione di celle, ma si potrebbe anche
pensare all'inibizione come all'impedimento della partenza dello sciame
anche se altre regine sono state allevate, traformando la sciamatura
in sostituzione di regina . Si realizza cioè l'inibizione
nell'ultima fase utile, dopo che non si è riusciti ad evitare alla famiglia
la costruzione di celle reali, ma facendo credere alle api che queste
celle sono destinate
alla sola sostituzione, caratterizzata da alto livello di feromone mandibolare
e basso livello di feromoni della covata.Questo non è però sempre possibile
perchè la quantità di api giovani presenti , col caratteristico odore,
da alle api la sensazione di un grande sviluppo di
popolazione ottenuto . E' perciò' da considerare che la costruzione
di celle in presenza di
feromone sintetico non è da vedere come una sciamatura avvenuta.
Da diversi apicoltori è stato osservato che queste celle venivano poi
distrutte oppure le famiglie hanno prodotto celle,ma hanno poi
sostituito la regina senza sciamare . In diverse famiglie è stata osservata
la
costruzione di celle che poi sono state distrutte, per essere poi di
nuovo costruite e nuovamente distrutte senza sciamature per non
meno di venticinque giorni.Gli sciami usciti da alveari con Bee Boost
sono risultati piccoli rispetto alla norma . Questo
dato è confermato dalle
esperienze francesi e belghe ( Lapis n°7 settembre 98). Si ipotizza
che la presenza del feromone vicino alla porta di volo possa influire
sulla formazione dello sciame anche in presenza di celle , impedendola
o facendo sì che il numero di api che partecipano al processo
di uscita sia minore.
Praticamente tutti usano " alleggerire " le famiglie
per contenere la sciamatura. E' dimostrato che se da una famiglia
vicina alla sciamatura si toglie covata disopercolata anzichè opercolata
si ottiene esattamente l'effetto contrario a quello voluto. Anziché
inibire la sciamatura la si
fa iniziare. Uso e dosi-disporre 4 mezzi Bee Boost nell'alveare, due
nella parte
anteriore, all'altezza del legno verticale dei telai e due nella parte
posteriore.Evitare la parte centrale dei favi e dell'alveare
già discretamente coperta dalla regina .
L'importanza dei favi e dell'importazione di nettare
E' risaputo che ogni colonia ha il suo odore tipico, ma quali
sono le
componenti fondamentali di questo odore? Vi sono evidenze di come l'odore
" di casa" di una famiglia possa essere assorbito dalla cuticola
delle api dagli odori presenti nell'aria
dell'alveare ( Renner 60).Breed (98) propone nuove informazioni
sul ruolo dei feromoni da ricognizione. Il suo lavoro si è basato
sulla valutazione della capacità di differenti odori di essere
" spunto di ricognizione" e di condurre di conseguenza a comportamenti
di aggressività.Gli acidi grassi e gli idrocarboni prodotti dalla cuticola
delle api, che si vanno ad
incorporare nella cera dei favi costituiscono una marcatura chiave.Breed
ha provato ad allevare api in laboratorio senza esporle al contatto
con alcun favo.Ne ha successivamente riunito una parte con api sorelle.Le
altre sono state esposte ai favi di un' altra colonia e riunite
anch'esse con le
sorelle.Le api allevate in laboratorio che erano state a contatto coi
favi estranei hanno ricevuto un'accoglienza significativamente più violenta.Successivamente
ha poi verificato che le api neonate,prive di " marcature"
odorose, non vengono attaccate. Ciò spiega perchè la covata
nascente di altre colonie è ben accettata dalle api di qualsiasi famiglia.
A questo punto vecchie bottinatrici sono state "lavate"
per privarle del loro odore e inserite nella famiglia in studio. Sono
state accettate senza aggressioni, esattamente come se fossero neonate.
Con ciò conclude che
l'odore dei favi è il principale segnale percepito dalle guardiane .Ne
risulta che aggiungendo il melario e sopravvenendo forti importazioni
di nettare la regina può cambiare leggermente odore. Api che prelevano
forti quantità di feromone, tipicamente da supporti interi. Possono
non
riconoscerla più come propria regina ed eliminarla. Ne consegue che
è sempre necessario utilizzare il Bee Boost in mezzi supporti
nel controllo della sciamatura, in presenza di melario e di raccolto
.Famiglie che rimangano orfane durante il raccolto possono anche non
costruire celle
d'emergenza. Si può dunque pensare la sciamatura come divisa in due
parti distinte.Nella
prima, con importazione scarsa, i sistemi feromonali dell'alveare funzionano
tutti e la presenza del feromone sintetico, anche in enormi quantità,
è interpretata correttamente ( il feromone aiuta a fermare la
sciamatura, ma in caso di orfanità le condizioni complessive sono tali
per
cui vengono allevate celle d'emergenza).Nella seconda parte, con forte
importazione e accumulo di miele, le api non analizzano i segnali feromonali
della covata, divenuta al momento secondaria rispetto alla raccolta
di miele e in caso di orfanità la presenza del feromone può trarle
in inganno con non costruzione di celle di emergenza.Dunque la maniera
di somministrare il feromone deve essere scrupolosa. Supporti interi
non devono essere utilizzati in questo periodo, ma devono essere divisi
in metà o parti più piccole.
Produzioni nomadi con pacchi d'api L'"esperimento Artese "
in cui le api hanno prodotto miele in assenza di nido ( ripetuto poi
con successo da altri apicoltori) porta ad alcune
considerazioni .Di un "trasporto" di api per una produzione
nomade si può considerare che i due terzi del volume e ben più
di due terzi del peso, per quanto considerati essenziali sino a ieri,
siano di fatto inutili dal punto di vista strettamente produttivo.
Se si mettessero le bottinatrici della famiglia dentro un melario e
si portasse questo sul raccolto, anzichè la cassa col melario è evidente
che un trasporto conterrebbe nello stesso volume e con peso inferiore
il triplo di entità produttive.Questo porta evidentemente ad un grande
risparmio di
costi, di fatica e di tempo. Anche le operazioni di scarico risultano
più agevoli e leggere visto che
non si sballotta inutilmente il nido. Anche il recupero del miele sembra
più agevole. Non avendo a che fare coi nidi, niente pericoli per regina
e covata. Anche eventuali problemi di saccheggio risulterebbero del
tutto privi di importanza. Poi, assoluta mancanza di residui. Difficile
dire " a
lume di naso" che differenze di produzione ci siano tra la tecnica
tradizionale e quella a sciame. L'alveare ha senz'altro più api, ma
anche un consumo maggiore per il riscaldamento e la nutrizione della
covata. Ha un suo ritmo di raccolta e deve raggiungere condizioni
ben note prima di
cominciare a stoccare a melario. Quando comincia, il miele segue un
percorso lungo e tortuoso prima di arrivare a melario. Lo sciame a melario
è verosimilmente più veloce e l'energia necessaria per stoccare
il miele è molto ridotta. Rimarrebbe anche da verificare se gli sciami
a melario
seguono le leggi di Farrar, cioé che una quantità ad esempio doppia
di api produce più del doppio di miele. Ipotesi operativa
Per produrre i pacchi si va in apiario e si mette un melario con fondo
mobile e feromone davanti ad ogni arnia. Le bottinatrici
dovrebbero entrare nel melario. La sera si chiudono i melari e si spostano.Varianti:
si tirano indietro le casse e si mettono i melari col fondo
al posto delle casse I melari vengono riempiti col metodo del pacco
d'api per
avere anche api più giovani Fatta la produzione si richiudono i melari
col fondo mobile di sera e si
scaricano, aprendoli, nel cortile del laboratorio. La mattina, dopo
che le api si sono ambientate, si mette un melario vuoto con fondo
davanti ad ogni melario pieno con fondo . Gran parte delle api dovrebbe
entrare nel melario vuoto.
Variante si spostano indietro i pieni sistemando al loro posto quelli
vuoti. Le bottinatrici possono anche servire per rinforzare casse deboli
o sciametti.Si accatastano i melari pieni in gran parte ripuliti dalle
api in laboratorio. Alla sommità delle pile si mette un melario vuoto
con feromone
in cui si raccolgono le api rimaste.I nidi sono nel frattempo serviti
ad altri scopi apistici.Possono anche essere pronti per la produzione
di un secondo pacco per un'altra fioritura in un tempo compreso tra
15 e 30 giorni a seconda delle condizioni ambientali.
prodotto dall'inglese Vita Europe Limited,
da giugnoApiguard®Timolo in gel -per il trattamentodellaVarroa-
vaschette monodose pronte all'uso ( cm 11X11 spessore cm 1 ) Apiguard
è specificamente progettato per uso nell'alveare. E'un sofisticato
gel a rilascio lento che assicura un corretto dosaggio del
timolo ( attivo anche contro acari tracheali e covata calcificata)
. Si tratta solo di posizionare la speciale vaschetta sopra i favi.Dopo
10/15 giorni la stessa va rimpiazzata per i successivi 10/15 giorni.
.Apiguardè molto ben tollerato dalle api . Non è inoltre previsto un
residuo massimo
ammesso in ragione della bassa tossicità del timolo e del
profilo residuale nell'alveare-Brevetto della Vita Europe Limited.La
speciale gelatina rende l'evaporazione del timolo regolare ed indipendente
da temperatura e altri parametri ambientali.Risulta attiva nei confronti
dell'acaro sia per evaporazione che per contatto ( le api camminano
sulla gelatina ) che come sistemico ( la gelatina viene anche
inghiottita dalle api).L'efficacia del trattamento completo (
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l'alveare da varroasi e covata calcificata. Utile in tutti i periodi
dell'anno, da utilizzare sgocciolato tra i favi di
covata.
Acido Formico Gel
Formulazione in gel a base di acido formico, brevetto del dipartimento
dell'agricoltura degli Stati Uniti. L'acido evapora in maniera più regolare
e indipendente da eventuali variabili esterne.
Molto sicuro per l'operatore ( manipolazione senza pericoli ) . Si tratta
di idonee " vaschette " di 200 gr che consentono un trattamento
di 21 giorni. Le prove effettuate negli Stati Uniti sembrano indicare
un'efficacia media del 70% con circa 6000 varroe cadute per alveare
trattato.
Apedin Vapor-alimento per il benessere dell'ape a
base di estratti idroalcolici di piante
( composizione acqua,alcool, lattosio,echinea,spiraea,thuja,acetosella
). Da utilizzare diluito al 33% nebulizzato sulle api in
ragione di 50 ml per famiglia. Coadiuvante biologico del
trattamento della varroa.Flaconi da 200 ml
B 401 La soluzione biologica contro la tarma della cera
Presidio Medico Chirurgico Registrazione n°17,938 del Ministero della
Sanità
15 anni di esperienza d'uso in Francia e Germania
Il B 401 è una soluzione concentrata di Bacillus thuringensis,
un
microrganismo inoffensivo per l'uomo e per l'ape. Il B 401 è efficace
al 100% contro le larve di Galleria Mellonella La protezione è assicurata
per un lungo periodo. Una sola applicazione permette di proteggere i
favi fino alla stagione seguente
B 401 non lascia residui nella cera o nel miele
B 401 è un prodotto 100% biologico che non altera il gusto del miele
e rispetta l'ambiente
Quando utilizzare B 401
Alla fine del raccolto dopo l'eventuale asciugatura dei
favi effettuata
dalle api , al momento della collocazione in magazzino. Una sola applicazione
protegge i favi fino alla posa dei melari l'anno successivo.
Per i favi utilizzati in arnie come attirasciami o favi
di alveari inoccupati o in tutti i casi in cui è necessaria la
conservazione di favi da nido o da melario in periodi con probabilità
di attacco da parte delle tarme della cera.
Il B 401 agisce solo contro le giovani larve della tarma e deve
essere
perciò utilizzato preventivamente,PRIMA che i favi risultino compromessi
Come preparare B 401
B 401 è costituito da spore di Bacillus thuringensis e deve essere diluito
al 5% in acqua, ossia 1 parte di B 401 e 19 parti d'acqua.
Agitare vigorosamente il flacone del B 401 e versare in un nebulizzatore
la quantità di B 401 necessaria e la quantità d'acqua corrispondente.
Una volta diluita, la soluzione di B 401 deve essere utilizzata
in giornata. Si può calcolare la quantità di soluzione da preparare
in funzione del
numero dei favi da proteggere.
Quantità di soluzione necessaria
Per assicurare una buona protezione sono necessari 1,5 ml
di soluzione per decimetro quadrato di favo . Le seguenti informazioni
faciliteranno il calcolo.
Tipo di telaio dimensioni del telaio superfice
del telaio volume di
soluzione corpo dadant 41,8X26,6 cm 22,2 dm2
33ml
melario dadant 41,8x12,6 10,5
dm2 16ml
per favo ( 2 facciate )
Applicazione
Agitare bene la soluzione acquosa di B 401 prima dell'impiego per omogeneizzare
la sospensione. Applicare uniformemente la quantità di soluzione indicata
sulla totalità della superfice del favo in entrambe le facciate per
mezzo di un nebulizzatore.I nebulizzatori a pressione
autonoma sono raccomandati in quanto consentono una più uniforme
distribuzione.
Per evitare muffe lasciare asciugare i favi in un luogo
aerato prima dello stoccaggio in magazzino.
Conservazione del prodotto
Conservare ben chiuso nell'imballaggio d'origine, (meglio se in
frigorifero
a temperatura inferiore a 12 °C ) quantomeno a temperature
tra 5 e 20 °C. B 401 si conserva per anni.
Sicurezza di B 401 Non comporta rischi di residui o alterazioni nel
gusto del miele.
Inoffensivo per le larve delle api e per le api adulte Solo il Bacillus
thuringensis(B.t.) presente nel B 401 ( Berliner varietàazawi serotipo
7)
ha mostrato buona efficacia contro la tarma della cera. In aggiunta,altri
prodotti a base di Bacillus thuringensis possono essere dannosi per
l'ape e per l'uomo.
Le informazioni
riportate in questa sezione sono state fornite da Savorelli Gianni -Via
Nannini 30, 48020 S.Alberto Ravenna tel 0544 -529804 oppure529907 fax
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prodotti descritti E mail gsavore@tin.it
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