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"Come costruire una sceratrice solare". 

 

 

Leggendo le richieste di materiale che compaiono nei vari siti apistici mi sono accorto che la sceratrice solare è un accessorio tra i più ricercati ed anche tra i più costosi, almeno per un "apicoltore per hobby" come me. Ma indubbiamente è anche un accessorio molto utile!
Ho deciso perciò di descrivere la sceratrice solare che, da buon amante del "fai da te", mi sono costruito e che funziona in modo egregio (purtroppo non ho foto da poter accludere).
Si tratta di assemblare una cassa di legno con all'incirca le seguenti misure: cm 65 x 65 x 23/25 e spessore di almeno cm 1,8.
La cassa, oltre alle quattro pareti laterali alte 23/25 cm che si curerà di assemblare in modo che i bordi superiori risultino perfettamente in piano tra loro, sarà provvista del solo fondo. Il materiale utilizzato potrà essere il "multistrato marino" oppure più economiche tavolette di abete, magari di recupero, ma di buona scelta e stagionatura, o qualsiasi altro tipo di tavolato che, verniciato, garantisca una vita duratura anche lasciato all'aperto (quindi non il trucciolare).
Un normale lamierino di ferro zincato da 3 decimi di spessore e dalle dimensioni di cm 55 x 80 circa, servirà per ricavarne un vassoio piegando i due lati minori ed uno dei maggiori in modo da ottenere delle pareti laterali di circa 10 cm e formanti angolo retto con il fondo. Il secondo dei lati maggiori andrà piegato in modo da ottenere due bordi che, partendo ciascuno da uno dei lati minori con un'altezza di un paio di centimetri, finiscono a zero in prossimità della mezzeria del vassoio e lasciando quindi liberi i dieci o quindici centimetri centrali.
Avremo ottenuto in questo modo il piano di scorrimento della cera fusa che potrà colare nell'apposita vaschetta solo da questo lato. Questo vassoio dovrà venire appoggiato a spessori di legno che, incollati ed inchiodati all'interno della cassa ad altezza oppurtuna, hanno il compito di tenerlo sollevato dal fondo quanto basta per permettere alla vaschetta per la raccolta della cera di infilarsi parzialmente sotto di se: mentre quindi il bordo maggiore e i laterali risulteranno a ridosso del legno della cassa, quello parzialmente senza bordo sarà sovrastante la parte centrale della vaschetta e distanziato dalla parete anteriore di una ventina di centimetri.
Affinché la cassa abbia una discreta pendenza per essere meglio rivolta verso il sole e contemporaneamente permettere alla cera di scivolare verso la vaschetta e per sollevare da terra tutta la struttura, si costruirà un supporto con quattro gambe da 30 o 40 cm (magari con legno di recupero) fissate tra loro da tavolette, avendo cura che le due anteriori siano pochi centimetri più corte delle posteriori e che comunque risultino perpendicolari al terreno. Su questo supporto verrà appoggiata la cassa. Il vassoio non dovrà avere una pendenza eccessiva per permettere il depositarsi lungo la strada di quelle impurità che altrimenti la cera fusa trasporterebbe con sé.
Una rete rigida a maglie di circa 1 cm e dalle dimensioni di circa 65 x 45, piegata ai 4 lati tanto da rimanere staccata dal vassoio per 2 o 3 cm, verrà appoggiata sopra e servirà a trattenere le impurità maggiori dei favi da fondere: si realizzerà cioè una specie di scatola bassa da capovolgere dentro il vassoio, con il fondo verso l'alto. Meglio ancora della rete potrebbe essere un lamierino inox forato su tutta la superficie con fori da 8 o 10 mm badando di fare, lungo i lati maggiori, una piegatura che irrobustisca la struttura senza arrivare a toccare il vassoio su cui poggiano invece le piegature laterali.
A completamento della sceratrice solare si chiuderà superiormente con un vetro spesso 5 mm o più, sporgente di qualche centimetro da ciascuno dei lati della cassa e si piazzerà un capace "tegame" metallico troncoconico (spalmato con miele per impedire l'adesione della cera al fondo ed alle pareti) badando che, con l'aiuto di opportuni spessori, rimanga appoggiato orizzontalmente sul fondo e che la cera goccioli al centro.
Per i più intraprendenti ed amanti della perfezione, il vetro potrà essere fissato con silicone ad una cornice metallica incernierata al bordo posteriore, provvista anteriormente di maniglia per sollevarla e con dimensioni tali da poggiare perfettamente sul bordo superiore della cassa. Una buona verniciatura esterna proteggerà il legno dalle intemperie e darà lunga vita alla nostra economica ed efficace opera.
Ogni modifica o miglioria può essere sperimentata: l'unico obbligo da rispettare è costituito dal non lasciare fessure tra le assicelle e tra queste ed il vetro!
Buon lavoro!


Giovanni Saetta



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