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News scritta il: 13/10/2005 --- UNAAPI SCRIVE AD ALEMANNO E STORACE  

 


UNAAPI SCRIVE AD ALEMANNO E STORACE




L'unione delle associazioni di apicoltori sollecita il controllo dei
requisiti minimi igienico-sanitari dei prodotti apistici in Italia e in Europa.






Oggetto: Prodotti apistici contaminati posti al consumo, rischi per i consumatori, grave distorsione del mercato e danno ai produttori apistici italiani, azioni correttive attivabili


A seguito della recente trasmissione in prima serata di RAI 3 che, riprendendo i test promossi dall’associazione “AltroConsumo”, ha evidenziato la presenza sul mercato di miele e pappa reale contaminati con antibiotici, l’allarme tra i consumatori è altissimo e si sta traducendo in un calo considerevole dei consumi.

Gli unici grandi assenti in tutta la trasmissione sono stati gli apicoltori italiani. Nessun loro rappresentante è stato chiamato per partecipare alla trasmissione e nessuno ha avuto modo di ricordare le battaglie che, proprio su questi temi, gli apicoltori italiani stanno da tempo conducendo.
Da anni l’U.N.A.API. e le sue associate, come gran parte della filiera del miele italiano e del mondo agricolo italiano, denunciano il grave rischio di contaminazione e di adulterazione dei prodotti apistici e chiedono a tutti i soggetti della filiera (produttori, trasformatori, distributori) un grande impegno per garantire che il miele posto al consumo sia “puro e naturale” come può e deve essere!

Da anni gran parte degli apicoltori italiani sono impegnati ed abituati a combattere le patologie apistiche senza l’uso di alcun tipo di antibiotico e di prodotto contaminante, conformemente alle normative nazionali ed europee, al fine di garantire la salubrità assoluta della produzione nazionale.

Da anni si chiede con forza che la “naturalità” e la “purezza” delle produzioni apistiche siano garantite, oltre che dall’osservanza di precise norme, anche da serrati ed efficaci controlli sui prodotti apistici, inclusi quelli importati dai paesi nei quali è invece legale e diffusissimo l’uso di sostanze vietate in Italia ed in Europa o in cui è frequente l’adulterazione del miele.

La stragrande maggioranza degli apicoltori italiani non ha mai scelto e non sceglie la strada delle facili scorciatoie, comprese molte delle aziende sottoposte al test da Altroconsumo, delle quali è nota la serietà di comportamenti produttivi e commerciali.

Migliaia e migliaia di apicoltori italiani e di imprese di commercializzazione di prodotti apistici propongono al consumo miele puro e senza alcun residuo chimico.
Tutto ciò avviene, nonostante la concorrenza sleale che l’apicoltura italiana di qualità da tempo subisce da quanti, per combattere le patologie delle api, adoperano antibiotici e altre sostanze vietate, riducendo così, in modo sostanziale i costi del lavoro dell’allevamento e quindi il costo di produzione del miele.

Analoga distorsione competitiva del mercato mondiale del miele deriva dagli estesi e diffusi fenomeni di adulterazione del miele con sciroppi zuccherini.
Fino a quando il principale, se non unico criterio di scelta per un alimento, sarà il prezzo e solo il prezzo più basso possibile, ci sarà il rischio di trovare al consumo alimenti (compreso il miele) ottenuti con forzature e metodi produttivi inaccettabili.

La liberalizzazione degli scambi e del commercio mondiale deve contemplare reciprocità e rispetto delle più elementari norme produttive e quantomeno, fra tutte quelle di riferimento per i produttori europei, di quelle basilari igienico-sanitarie per la tutela dei consumatori e per consentire una competizione più equa nel mercato globale.

Gli apicoltori italiani oggi rischiano di pagare un incommensurabile danno d’immagine per un prodotto che non merita di essere così svilito.
Il messaggio emerso dalla trasmissione RAI è che tutto il miele è a rischio di contaminazione e ciò non corrisponde a verità!

La trasmissione televisiva ha tuttavia posto in evidenza e fatto emergere, seppur con le modalità gridate dei mezzi di comunicazione, un problema reale.

Per questo chiediamo:
1. l’attivazione di misure istituzionali di efficace controllo e repressione dei fenomeni di contaminazione che rischiano di distorcere e distruggere il mercato italiano dei prodotti apistici per dare, in breve tempo, certezze e ricostruire la fiducia dei consumatori;

2. la definizione da parte della U.E., per l’efficienza dei controlli e per la certezza degli operatori tutti della filiera, dei limiti analitici, per i principi attivi vietati, su cui attestare la ricerca dei residui, come da tempo richiesto dal Gruppo Miele COPA-COGECA, l’organizzazione dei produttori apistici europei.
Ricordiamo, infine e a tal proposito, che l’U.E. nella primavera del 2002, a seguito del rinvenimento in Gran Bretagna di miele, originario della Cina Popolare, contaminato con il pericoloso antibiotico Cloramfenicolo, ha sospeso e bloccato l’importazione di tutti i prodotti apistici - miele e pappa reale - di tale provenienza.
Nell’estate del 2004, a seguito dell’assunzione di precisi impegni e di garanzie di auto controllo del paese orientale, le importazioni sono state riaperte.
Recentemente in Europa, e anche in Italia, come rilevato grazie ad un test di Altro Consumo e a una specifica indagine del Ministro della Salute, si sono verificati plurimi rinvenimenti di partite
di pappa reale contaminate con Cloranfenicolo.

In proposito va sottolineato che:
• il principale, se non unico, produttore al mondo di pappa reale è la Cina Popolare;
• ad oggi le contaminazioni con Cloranfenicolo provengono da quel paese;
• in vari casi l’origine geografica dichiarata dei prodotti apistici contaminati non è la Cina;
• non sono plausibili (Argentina, Spagna e Italia) e in alcuni casi addirittura risibili (Svizzera) le origini dichiarate di tali partite di pappa reale.
Considerata la probabilità sia di frodi in merito all’origine dichiarata e sia di triangolazioni commerciali di prodotti apistici chiediamo che:
• siano effettuate analisi per accertare l’effettiva origine geografica della pappa reale contaminata con Cloramfenicolo. Grazie alla palinologia è, infatti possibile individuarne l’effettiva origine geografica, e anche nel caso di miscelazioni di varie provenienze;
• le autorità italiane, nel caso si dimostri la frode sull’origine da parte della Cina, propongano opportunamente e autorevolmente alle istituzioni sanitarie e per la tutela del consumatore europeo la necessità di rivedere l’autorizzazione d’esportazione di tutti i prodotti apistici cinesi, per l’evidente inadempienza di quel paese all’autocontrollo e all’impegno di fornire prodotti apistici rispondenti ai requisiti minimi igienico sanitari.

Ringraziando per l’attenzione e fidando nell’opportuno e necessario interessamento porgo distinti saluti.

Francesco Panella
Presidente U.N.A.API.



 

 

 

 

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