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News scritta il: 17/05/02 --- L'associazione "Le città del Miele"  

 


NASCE L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIANA “LE CITTÀ DEL
MIELE”: PER LA TUTELA DELLA QUALITÀ E DELLA DIVERSITÀ
DEL MIELE VERGINE INTEGRALE ITALIANO.


Mieli d’abete, acacia, agrumi, castagno, corbezzolo,
erica, eucalipto, girasole, melata, rododendro, sulla,
tarassaco, tiglio e timo. Sono questi i 14 mieli
uniflorali per i quali è stata registrata la richiesta
per il riconoscimento della specificità di miele
vergine integrale, ai quali vanno ad aggiungersi
decine e decine di tipi diversi di mieli millefiori:
da quelli prodotti nei pascoli d’alta montagna a
quelli tipici della macchia mediterranea. L’Italia,
coi suoi 50 mila apicoltori, un milione e 100 mila
alveari, una produzione media di oltre 10 mila
tonnellate e un consumo medio di circa 20 mila
tonnellate di miele l’anno, è tra le poche nazioni al
mondo che può vantare una tradizione consolidata sul
miele.
Oltre al consumo fresco, i mieli migliori sono
ingredienti indispensabili delle molte specialità
dolciarie e gastronomiche tradizionali: dal torrone di
Cremona ai sebadas della Sardegna, dalla biscotteria
al miele di Modica al panforte di Siena, dal pangiallo
umbro al certosino bolognese, dagli struffoli campani
alla cicerchiata umbra e abruzzese.
Per consolidare questo patrimonio un selezionato
gruppo di città italiane, che da molti anni svolgono
iniziative per l’apicoltura, ha deciso di unire le
forze in un progetto comune.

Ghemme (No) e Montezemolo (Cn) per il Piemonte, Bagno
di Romagna (Fc) e Castel San Pietro Terme (Bo) per
l’Emilia-Romagna, Lazise del Garda (Vr) per il Veneto,
Montalcino (Si) per la Toscana, Foligno (Pg) per
l’Umbria, Tornareccio (Ch) per l’Abruzzo e Sortino
(Sr) e Zafferana Etnea (Ct) per la Sicilia, sono le
dieci città che il 18 maggio 2002, a Castel San Pietro
Terme (Bo), firmeranno l’atto costitutivo
dell’Associazione nazionale italiana “Le città del
miele”.

I dieci Comuni vantano una tradizione apistica
consolidata nel tempo a livello regionale, nazionale e
internazionale, sia sul piano produttivo sia per la
promozione del prodotto.
La scelta di costituire questa Associazione si basa
sulla necessità di promuovere la tutela e la
valorizzazione dei mieli italiani e in particolare del
Miele vergine integrale, soprattutto a fronte di una
tendenza alla massificazione dei consumi alimentari a
livelli bassi di qualità.

Ai mieli italiani, perché è al plurale che bisogna
parlare - considerata la loro grande varietà – deve
essere garantita la specificità, che mette in
evidenza, sapore, aroma, colore, profumo e la diversa
origine botanica.
Esattamente l’opposto dei mieli
lavorati industrialmente, che hanno sempre lo stesso
colore, odore e sapore: mieli senza storia, origine e
varietà.
Nessuno si sognerebbe mai paragonare un Brunello di
Montancino affinato in botti di rovere ad un comune
vino da tavola, o un olio extra-vergine d’oliva,
spremuto a freddo, a dell’olio di oliva estratto a
caldo utilizzando solventi; e così dev’essere per il
miele.
Il miele vergine integrale non ha nulla in
comune con i mieli industriali. Il primo viene
confezionato tal quale come le api producono, mentre i
mieli industriali sono lavorati, miscelati e
sottoposti a riscaldamento (fino a 80°C), per
risultare sempre liquidi, con odori e sapori
standardizzati.

Fortunatamente, dopo una lunga battaglia condotta
dagli apicoltori a livello nazionale e comunitario,
iniziata nel 1995, tra breve si potrà probabilmente
tornare a parlare di miele vergine integrale, dizione
che era scomparsa dalle etichette dei mieli italiani
per non contrastare con le allora vigenti norme
comunitarie.
Dal prossimo agosto il miele vergine
integrale, se le pressioni dei grandi gruppi
industriali non avranno successo come ci si augura,
potrà godere infatti del riconoscimento di Specialità
tradizionale garantita (Stg).
La tutela dell’apicoltura per i Comuni che hanno
aderito all’Associazione significa anche un impegno
preciso nella difesa e salvaguardia dell’ambiente e
delle biodiversità, per il ruolo insostituibile che
l’ape svolge nell’impollinazione delle piante
spontanee e coltivate (ammonta a 5,6 miliardi di Euro
all’anno il valore delle api per tale servizio).

I principali obiettivi dell’Associazione “Le città del
miele”, che non ha fini di lucro, sono dunque la
promozione e la tutela della qualità dei mieli
italiani, e in particolare del Miele vergine integrale
quale Specialità tradizionale garantita (Stg) nelle
sue specifiche tipologie produttive; la tutela delle
risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche e
storiche legate ai territori con particolare vocazione
verso l’apicoltura; la diffusione dei valori di
qualità legati all’apicoltura, della sua tradizione,
cultura e ambiente; la promozione di manifestazioni
collettive per favorire lo scambio di esperienze e la
reciproca conoscenza tra produttori e visitatori delle
Città del miele; la collaborazione con altre
associazioni europee al fine di attivare progetti di
valorizzazione e promozione dei mieli a livello
transnazionale.

L’Associazione adotterà un proprio marchio
identificativo “Le città del miele”.
All’Associazione
potranno aderire i Comuni, le Province, le Comunità
Montane e gli Organismi ed Enti turistici impegnati a
promuovere la qualità dei mieli italiani e l’attività
connessa ai suoi valori a carattere ambientale,
storico, di tradizione, culturale, alimentare e
gastronomico.

La sede legale dell’Associazione sarà presso il Comune
di Lazise sul Garda, mentre quella tecnico-scientifica
presso il Comune di Castel San Pietro Terme.

Alla costituzione dell’Associazione hanno contribuito
l’Osservatorio della produzione e del mercato del
Miele e l’Unione nazionale delle Associazioni degli
apicoltori italiani (Unaapi).

 

 

 

 

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