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News scritta il: 17/05/02 --- I numeri del Miele in Italia.  

 


I NUMERI DEL MIELE IN ITALIA: 55 MILIARDI DI API PER
50 MILA APICOLTORI.


La produzione di miele in Italia si aggira mediamente
attorno alle 10.000 tonnellate/anno.

Nel 2001 la produzione è stata molto scarsa a causa
delle cattive condizioni meteorologiche, risultando di
poco inferiore alle 8 mila tonnellate, quasi il 30% in
meno del 2000 (10.300 tonnellate). Leggermente in
diminuzione anche le importazioni (da Argentina,
Ungheria, Germania e Romania), passate dalle 12.486
tonnellate del 2000 alle 11.737 del 2001. In aumento
del 18% le esportazioni (in Germania, Austria, Francia
e Svizzera), passate dalle 3.298 tonnellate del 2000
alle 3.892 tonnellate del 2001.
Quasi azzerate le importazioni dalla Cina – che fino
al ’95 esportava in Italia oltre 2 mila tonnellate
l’anno – in quanto è stato riscontrata la bassissima
qualità dei mieli prodotti e gli alti contenuti di
metalli e antibiotici (recentemente ne è stata
bloccata l’importazione in tutta la Comunità europea).


Il consumo di miele in Italia è stato nel 2001 di
circa 16.000 tonnellate (285 grammi pro-capite), il
23% in meno del 2000. Nel 2000 era stato di circa
20.000 tonnellate (360 grammi pro-capite). In realtà
questi dati tengono conto solo in parte del miele
prodotto per autoconsumo, stimabile all’incirca in
1.500-2.000 tonnellate/anno, il che farebbe salire il
consumo pro-capite, per il 2001, a circa 300 grammi.

Rispetto agli altri Paesi europei il consumo di miele
in Italia è comunque molto basso, se si considera che
la media europea è intorno ai 700 grammi e i tedeschi
e i greci consumano ogni anno oltre un chilo di miele.
I più grandi produttori al mondo di miele sono, in
ordine, la Cina (180.000 t), gli Stati Uniti (90.000
t), l’Argentina (85.000), il Messico (60.000) e il
Canada (34.000). In Europa il primato della produzione
va alla Germania (13.000). La produzione totale
mondiale è pari a 1,2 milioni di tonnellate di miele
all’anno (più o meno quanto può contenere il bacino
del lago di Bolsena).

Facendo un confronto sui consumi tra queste nazioni,
risulta che i più grossi esportatori sono la Cina (che
ha un consumo pro-capite annuo di soli 92 grammi), il
Messico (293 g consumo pro-capite) e l’Argentina (200
g), mentre Stati Uniti (575 g), Canada (867 g) e
soprattutto Germania (1.082 g), oltre ad avere grandi
produzioni, sono anche grandi consumatori. Da una
recente stima elaborata dall’Unione nazionale delle
Associazioni degli Apicoltori italiani (Unaapi), i
produttori apistici - gli apicoltori che svolgono
l'attività a fini economici e ricavano un reddito
rilevante dall'attività - sono 7.500, circa il 15% del
totale degli apicoltori italiani (50 mila).
Gli alveari superano il milione (1.100.000 circa) e le
api sono circa 55 miliardi.
Il valore monetario della produzione di miele (materia
prima, quotazioni all’ingrosso) supera di poco i 20
milioni di Euro, valore che sale a circa 60 milioni di
Euro se si considera l’indotto.
Più o meno fa 55 Euro ad alveare, un Euro ogni mille
api.
Altissimo il valore delle api italiane dal punto di
vista ambientale: il valore monetario stimato per il
servizio di impollinazione all'agricoltura è pari a
2,6 miliardi di Euro/anno (senza le api gran parte
della frutta e degli ortaggi non potrebbero
svilupparsi), mentre quello relativo alle specie
spontanee supera i 3 miliardi di Euro/anno. E’ come
dire che le api, per l’ambiente, valgono circa 10
centesimi l’una. Un alveare ... 5.000 Euro (ben 10
milioni di vecchie Lire).
Per produrre un grammo di miele serve il lavoro di 5
api e ognuna di loro, per raccogliere un grammo del
nettare necessario per produrlo, compie oltre 50 voli.

 

 

 

 

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