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News scritta il: 04/09/02 --- Comunicato U.N.A.API  

 


Comunicato U.N.A.API


Si è svolta alle ore 17 a Roma la riunione convocata dal Dott. Giuseppe
Ambrosio, capo dipartimento del Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali.

Lo stato di crisi dell'apicoltura italiana è stato rilevato ed è stata
quantificata la misura del danno.

L'U.N.A.API. ha presentato le proprie proposte.
La rappresentanza degli apicoltori, congiuntamente con gli organismi tecnici
del settore (Osservatorio del miele, INA e ISZA) e con l'apporto propositivo
delle confederazioni Coldiretti e CIA ha condiviso le proposte per
affrontare la grave situazione del comparto.
Da parte del Ministero si è dichiarata la forte volontà di una specifica
politica di sostegno con disponibilità di risorse tali da coprire
quantomeno il 30% della mancata produzione.
Il pre-Consiglio dei Ministri, di domani 3 settembre, valuterà le modalità
per l'erogazione delle misure di sostegno.
I convegni di Montalcino (7 settembre) e di Castel San Pietro Terme (14
settembre) saranno un importante momento di messa a punto della situazione e
delle prospettive apertesi con la mobilitazione degli apicoltori.




Novi Ligure, 30 agosto 2002

Egregio Signore,
On. Gianni Alemanno

Ministro per le Politiche Agricole

Via XX Settembre 20

00100 ROMA


Oggetto:
Proposte per misure per l’emergenza dell’apicoltura italiana




Egregio Signor Ministro


Nell’ultimo scorcio d’estate si sono avute, in un periodo inconsueto, alcune modeste produzioni di millefiori in aerali dell’Emilia e delle Marche e di melata in qualche zona più fortunata del nord Italia ma il quadro complessivo non cambia: come già anticipatoLe, nella nostra del 29 luglio, il 2002 si conferma, in effetti, quale peggiore annata apistica mai vista, in Italia, a memoria d’uomo.

Data:

· la configurazione e la dimensione del settore,

· l’assenza di rilevazioni e di dati statistici certi, (nell’ultimo censimento agricolo il comparto non è stato preso in alcuna considerazione)

· l’assenza di misure di sostegno al mercato sia comunitarie che nazionali

non abbiamo altro strumento d’ acclaramento della situazione, oltre all’ efficiente rilevazione dell’Osservatorio del Miele e dell’ISMEA, che le dichiarazioni ed i fatturati degli apicoltori nostri associati e delle rispettive aziende cooperative.


Dare una forte ed efficace risposta istituzionale a sostegno del settore è essenziale non solamente per le migliaia di famiglie rurali che dall’apicoltura traggono reddito e sopravvivenza ma anche, e soprattutto, per l’ambiente e le produzioni agroforestali nazionali.





Siamo a sottoporre, quindi, alla Sua attenzione la necessità di sviluppare:

· una specifica politica di sostegno all’apicoltura,

· con un coordinamento delle competenze e risorse attive ed attivabili nell’ambito del suo dicastero,per verificare la praticabilità dei seguenti obiettivi:


1. misure economiche di sostegno, urgenti e sostanziose, agli apicoltori che svolgono tale attività quale primaria fonte di reddito (con particolare riguardo ai giovani imprenditori) ed alle loro strutture cooperative.

Accompagnate da misure di sollievo economico, importanti anche se non risolutive, quali:

-moratoria per il 2003 dei contributi previdenziali per conduttore, familiari e dipendenti

- abbattimento o rinvio per dodici mesi di mutui o prestiti a breve accesi per avvio di nuove aziende apistiche, adeguamento strutture o ripianamenti onerosi

- rinvio di un anno della rata mutuo per i giovani che hanno attivato il prestito d’onore in apicoltura

- agevolazioni IRPEF per reddito da allevamento, ecc..


Siamo ben consapevoli di non essere soggetti rientranti nei sostegni in caso di calamità ma siamo, nel contempo, consci che nulla osta ad aiuti nazionali alla categoria(non rientrando in alcuna O.C.M. e non godendo d’alcuna risorsa di sostegno al reddito e/o al mercato comunitaria).

L’unico modo per quantificare il danno e la misura dell’aiuto potrebbe essere:

il raffronto tra i fatturati degli ultimi tre anni e quello del 2002 degli apicoltori singoli ed associati.


2. ottenimento del riconoscimento, della dizione Miele Vergine Integrale quale S.T.G., per rendere possibile la differenziazione e la remunerazione dei migliori mieli di qualità.
Tale riconoscimento potrà realizzarsi solo e se l’Italia saprà farne questione di difesa d’interesse nazionale.


La lobby europea degli importatori/confezionatori (organizzata nella FEEDEM) ha predisposto, addirittura, delle Linee Guida per la presentazione d’opposizioni dei propri aderenti in sede comunitaria. Sono pervenute, in effetti, obiezioni (praticamente in fotocopia) da ben sei paesi e la sola traduzione potrebbe far perdere ulteriori tempi burocratici.


3. attivazione d’approfonditi monitoraggi sulla ricaduta ambientale di trattamenti fitosanitari e sull’utilizzo di nuove molecole in agricoltura (quali i nicotinoidi) con la revisione dei criteri d’autorizzazione d’uso dei preparati per la lotta fitopatologica.


In Francia, da oltre due anni, l’uso d’ Imidacloprid per la concia del girasole è stato sospeso per fondato sospetto di tossicità per le api. Non è pensabile, peraltro, che un utilizzo, sistematico e reiterato, d’insetticidi nell’ambiente vigneto possa non lasciare significativa traccia nell’ambiente e conseguenze per le varie forme vitali.


4. incentivazione dei controlli per la lotta a frodi e sofisticazioni del miele. Con particolare attenzione per i mieli a basso costo, di provenienza extra comunitaria, ed invertendo l’attuale logica che concentra l’attenzione sulle produzioni nazionali accontentandosi di documentazioni cartacee per i mieli importati.


La gravissima contaminazione riscontrata in Inghilterra, dei mieli d’origine cinese, non è, infatti, altro che uno degli aspetti cui rivolgere estrema attenzione.
Le disponibilità, nonché le riserve mondiali, di miele sono in netto calo ed è questa la tipica situazione in cui, operatori senza controlli, rimediano “fabbricandolo”.


5. Attivazione di nuove misure nell’applicazione del Regolamento comunitario 1221 quali, ad esempio, incentivi per l’acquisto di famiglie d’api per il mantenimento e la crescita degli allevamenti apistici.


Abbiamo già presentato tale richiesta alla Commissione U.e., quale piattaforma comune del Gruppo miele del COPA-COGECA, e verificato una qualche disponibilità a prenderla in considerazione è, però, necessario che sia fortemente sostenuta dal nostro Paese per essere, effettivamente, formalizzata.


6. Accelerazione della discussione ed approvazione della Legge Quadro per l’apicoltura.

Non è più accettabile che tale indispensabile strumento sia bloccato da chi è, solamente, interessato ad impedire che vi siano politiche di sostegno, funzionali e mirate alle diverse modalità d’essere apicoltore: da reddito od amatoriale.


7. Ai fini di un necessario salto qualitativo dell’assistenza tecnica e dei servizi agli apicoltori, per l’attuazione del Regolamento 1221 definizione dei requisiti minimi per il riconoscimento delle associazioni apistiche.

La modifica dell’associazionismo di prodotto in O.P. impone, a breve, misure che consentano all’associazionismo apistico di crescere e di non regredire al livello di vent’anni fa.



Confidando nella Sua fattiva attenzione,
Le porgiamo distinti saluti.

Presidente U.N.A.API.

Francesco Panella

 

 

 

 

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