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News scritta il: 10/12/02 --- A Matelica la III ed. di Ligustica  

 


Si è svolta a Matelica (MC) la terza edizione di “ligustica” nei giorni 6 , 7 , 8 dicembre , questa manifestazione vuole essere una mostra mercato dei prodotti dell’alveare , tipici , biologici , naturali e dell’artigianato locale . I locali non vastissimi di palazzo Ottoni sono stati riempiti da un pubblico di curiosi e buongustai e dagli operatori del settore . Il convegno di domenica 8 è risultato affollatissimo perché presenti i bambini premiati per il concorso sul tema api e apicoltura e gli adulti che hanno ricevuto l’attestato per il corso di analisi sensoriale del miele . Gli interventi dei relatori hanno riguardato aspetti generali e specifici di politica agraria , alimentare e turistica , un largo spazio è stato concesso alla testimonianza della direttrice della casa circondariale di Pesaro su apicoltura , carcere come istituzione e carcerati ; alla fine qualche argomento tecnico . In sintesi si potrebbe dire che al convegno abbiamo visto come persone professionalmente esterne al settore vedono e progettano di valorizzare l’apicoltura .
Questi sono stati gli interventi più interessanti:
· L’intervento dell’assessore all’agricoltura del comune di Matelica ha riguardato la nascita di una cooperativa con lo scopo di risolvere il problema della ridotta capacità commerciale ed economica della maggior parte degli apicoltori , appassionati o semi professionisti , ovvero fornire in modo associato le strutture , in particolare sala di smielatura , di stoccaggio e di invasettamento , le conoscenze scientifiche attraverso corsi di apicoltura aperti anche all’esterno , e promozionali attraverso la creazione di apiari dove portare turisti e scolaresche con finalità didattiche e divulgative .
· L’intervento dell’assessore provinciale all’agricoltura che ha spiegato il progetto “latte e miele” ovvero “adotta una mucca” e “adotta un alveare” . Questo progetto si rivolge alle scolaresche e per la parte apistica si concretizza in un concorso a tema sulle api e il loro mondo , nella visita alle scuole da parte di apicoltori del consorzio provinciale che provvederanno a spiegare la vita e l’organizzazione sociale di questi insetti , nella distribuzione di vasetti di miele in precedenza raccolti a prezzo politico tra gli apicoltori della provincia . La finalità è quella di far crescere nei bambini la curiosità e la conoscenza per l’ape , insetto indispensabile nel sistema naturale per la sua funzione impollinatrice , e quella di educarli alla conoscenza del miele favorendone il consumo .
· L’intervento di un esponente dell’ente parco dei monti sibillini che ha dato notizia di come l’ente stesso vuole valorizzare la produzione effettuata all’interno del parco concedendo l’uso del logo . Tuttavia sembra che questo non verra’ concesso agli apicoltori nomadisti e dall’intervento non si è capito neppure se l’ente cercherà di impedire agli apiari nomadi l’ingresso nell’area del parco .
· L’intervento di Tiziano Gardi , dell’università di Perugia , che ha riguardato la pericolosità dell’introduzione in Italia di ibridi . L’intervento appassionato del professore , che è anche apicoltore , ha messo in luce al di là di equivoci i motivi di preoccupazione dovuti all’introduzione di regine buckfast e ligustiche di produzione sudamericana . Riguardo queste ultime , ma similmente per le buckfast di cui non si conoscono neppure la razze che le compongono , il pericolo riguarda la sopravvivenza stessa dell’apicoltura nel nostro paese e va inquadrato in questi termini: la zona americana vede la presenza infestante dell’ape africanizzata (altrimenti detta ape killer) , poichè non è possibile conoscere con certezza (anche per motivi di tempo e di costi) il contenuto genetico dello sperma che le regine ricevono dai fuchi, è possibile che regine apparentemente ligustiche possano dare origine a operaie a regine e quindi famiglie di api africanizzate . L’ingresso dell’ape africanizzata in Italia , da sottolineare che quest’ape è famosa perché attacca qualunque cosa si muova , vivente o inanimata , nel raggio di 200 metri , vorrebbe dire la fine dell’apicoltura e una ben diversa considerazione dell’ape da parte della collettività . L’aspetto di maggiore gravità sarebbe la non reversibilità del fenomeno , cioè l’impossibilità di eliminare la presenza di questa razza sgradita .
A moderare il convegno ha provveduto Massimo Ilari della F.A.I.
A cura di Stefano Monte

 

 

 

 

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