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"Lapis" edizione 03/'04



Lettera inviata ai servizi della Commissione Ue DG Sanco,
a seguito della riunione della filiera apistica con i servizi
della Commissione Europea lunedi' 12 gennaio 2004 a Bruxelles.

Da alcune settimane, circolano notizie relative alla rimozione dell'embargo decretato contro le importazioni di miele di provenienza cinese; offerte di miele cinese sono già circolanti in seno all'Ue.

I membri del gruppo permanente "Apicoltura" del comitato consultativo "Produzione specializzata" dichiarano all'unanimità che sarebbe inaccettabile rimuovere tale embargo finchè la Cina non sarà in grado di presentare tutte le garanzie necessarie, da un lato in relazione alle esigenze sanitarie imposte dall'UE (residui di antibiotici e sostanze proibite) e dall'altro in relazione ai criteri di qualità definiti dalla Direttiva 2001/110 (al fine di evitare ogni tipo di adulterazione). A tal proposito, converrebbe considerare i dati recenti del sistema di allerta rapido che ha evidenziato un gran numero di casi relativamente al miele.

Ad oggi, tali garanzie appaiono del tutto insufficienti; i membri del gruppo permanente "Apicoltura" della Commissione chiedono alla Commissione Europea di distinguere il miele dalle altre derrate alimentari coinvolte dall'embargo ed invitano a posticipare la riapertura delle frontiere europee al miele di provenienza cinese.

Ad ogni modo, quando si toglierà l'embargo, si dovrà rendere obbligatorio un livello assai elevato di controllo alle frontiere nei confronti del miele proveniente dalla Cina e da altri Paesi terzi (Vietnam, Turchia, Romania) attraverso i quali transita miele cinese.

Tali precauzioni sono conformi alle direttive della Commissione Europea e indispensabili per garantire da una parte la qualità del miele che i consumatori europei hanno il diritto di pretendere e dall'altra la sopravvivenza delle aziende apistiche europee.


I produttori del gruppo "Miele" del COPA-COGECA
ed i negozianti europei della FEEDM