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"Lapis" edizione 05/'04



Al Ministro dell'Agricoltura On. Gianni Alemanno- Via XX Settembre 20 Roma
Alle Regioni e Provincie autonome- Loro sedi
All'A.G.E.A.- Via Palestro, 81 00185 ROMA
Alle Associazioni ed Aziende del settore apistico
p.c. alla Stampa di settore

Novi Ligure, 9 Aprile 2004

Oggetto: proposte per il miglioramento dei meccanismi per l'aiuto alle aziende apistiche
colpite dalla calamità dell'anno 2002.

L'AGEA con sua circolare del 28 gennaio 2004 ha determinato i criteri applicativi per erogare il contributo previsto dal MIPAF per la calamità in apicoltura dell'anno 2002.
L'U.N.A.API ha rilevato diverse difficoltà applicative, frutto evidente della mancata consultazione preventiva all'emanazione della circolare stessa.
L'U.N.A.API ha tempestivamente espresso rilievi su criteri e procedure ed evidenziato il rischio di rendere estremamente difficile o totalmente impossibile, per le aziende danneggiate, l'accesso al finanziamento promesso e disponibile.
Con le note del 16 febbraio 2004 e del 14 marzo 2004 l'U.N.A.API ha avanzato proposte di miglioramento delle procedure e sottolineato alcune importanti questioni irrisolte.
Nella riunione del 16 marzo u.s. le Regioni hanno unanimemente chiesto la sospensione dei termini previsti dalla circolare AGEA. Tale richiesta, avanzata con forza anche dall'U.N.A.API. e da tutto il comparto apistico, è stata poi, e finalmente, accolta dall'AGEA.
Altra posizione condivisa dalle Regioni è stata invece la soppressione della possibilità di "scorporare" il valore imponibile del miele di produzione 2001 dall'imponibile dell'anno solare 2002 nel previsto meccanismo di differenza tra i volumi d'affari.
L'ipotesi formulata è peggiorativa di quella iniziale e, pertanto, inaccettabile.
Il comparto apistico ha subito gli ingenti danni documentati per il 2002, ha realizzato nel 2003 una produzione di miele inferiore del 30% rispetto alla media e si prepara ad affrontare la stagione produttiva 2004 registrando una mortalità di alveari a fine inverno, dovuta a varie cause meteorologiche ed ambientali, che in alcune regioni supera il 50% del patrimonio.
Partendo da questa grave situazione l'U.N.A.API, in rappresentanza delle aziende apistiche danneggiate, denuncia lo scaricabarile istituzionale sulle procedure applicative tanto più perché praticato ai danni del reddito dei produttori apistici; chiede con fermezza al MIPAF, all'AGEA ed alle Regioni di impegnarsi per realizzare un obiettivo semplice e possibile: i finanziamenti disponibili devono arrivare rapidamente ai produttori a parziale compensazione dei danni subiti.
Le aziende apistiche italiane non meritano di subire, dopo il danno, anche le beffe!
Nell'ambito e nei limiti dei meccanismi previsti dal dispositivo già emanato dall'AGEA e per agevolare le procedure l'U.N.A.API propone:
o Lo scorporo dal volume d'affari totale dell'anno solare 2002 delle fatture emesse fino al 31 luglio 2002 poiché evidentemente riferite a miele di produzione 2001 (dato certo e verificabile);
o La ponderazione del volume d'affari rispetto al numero di alveari per quelle aziende che hanno mutato la consistenza dell'allevamento negli anni di riferimento;
o L'individuazione dei possibili beneficiari in tutte le aziende attive nel 2002 (anche quelle che, per recente insediamento, non hanno il completo riferimento agli anni precedenti) che possono dimostrare una differenza di imponibile;
o Una nuova tempistica di presentazione delle domande degli apicoltori che preveda, almeno, un lasso di 45 giorni dall'emanazione di nuove disposizioni.

L'U.N.A.API auspica che MIPAF, AGEA e Regioni diano prova di pragmatismo e capacità coordinata operativa per evitare che le risorse per la calamità apistica 2002 restino inutilizzabili ed inutilizzate.

Distinti saluti
Francesco Panella
Presidente U.N.A.API.


I produttori del gruppo "Miele" del COPA-COGECA
ed i negozianti europei della FEEDM