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"Lapis" edizione 06/'04



Roma, 18 maggio 2004

"Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita".
Albert Einstein

Egregio Ministro,
vogliamo richiamare la Sua attenzione su alcuni importanti pronunciamenti giudiziari nella vicina Francia che interessano l'insieme del sistema produttivo agricolo, inficiano molte certezze sull'autorizzazione d'uso dei fitofarmaci nell'ambiente ed impongono alcuni preoccupanti interrogativi.
A seguito delle denunce degli apicoltori francesi, che sin dall'introduzione in agricoltura nel 1991 dell'Imidacloprid (p.a. del Gaucho della Bayer) e del Fipronil (p.a. del Regent della BASF AGRO) osservano effetti letali di queste molecole sulle api, recentemente si è stabilito di sospendere - in osservanza al principio di precauzione - l'uso di questi pesticidi su alcune colture in Francia.
Nonostante i ripetuti successi degli apicoltori francesi - il Consiglio di Stato ha anche condannato il Governo a versare 5.000 euro alle associazioni degli apicoltori per le spese legali sostenute - la battaglia degli apicoltori francesi continua ancora per impedire l'autorizzazione di queste molecole per altri tipi di colture, sostenuti dai pareri di esperti scientifici di altri settori, preoccupati per eventuali effetti deleteri anche per le salute e per l'ambiente. Le analisi effettuate confermano infatti la presenza di residui di molecole anche nel latte derivante da vacche nutrite con insilato di mais trattato con Regent, confermando ulteriormente l'inadeguatezza dei metodi di valutazione utilizzati sinora per l'autorizzazione al commercio degli agrofarmaci, per i quali - da tempo - Legambiente e U.N.A.A.P.I. chiedono ulteriori studi e limitazioni, che tengano anche conto, nella stima dei livelli di residuo concessi, delle caratteristiche biologiche dell'ambiente e dell'organismo umano, tarato però sulle caratteristiche di bambine in età prepuberale piuttosto che su quelle di un uomo adulto.
Sino ad ora, fortunatamente, la situazione delle intossicazioni delle api in Italia è di minore omogeneità, con un andamento a macchia di leopardo e minore costanza temporale, ma sempre più frequenti sono i danni subiti e denunciati dai produttori apistici italiani. Gravi morie di famiglie d'api si sono verificate nelle ultime primavere nella Pianura Padana in occasione delle semine di mais conciato con Gaucho. Studi scientifici hanno dimostrato la notevole dispersione di Imidacloprid nell'ambiente in occasione di tali operazioni di semina, e danni rilevanti alle api si segnalano con rinnovata frequenza negli areali frutticoli con gravi conseguenze così come nei vigneti in concomitanza di particolari trattamenti insetticidi.
Crediamo che una politica agricola moderna e sostenibile debba tenere in considerazione tutti i soggetti implicati e interessati dall'utilizzo dei prodotti fitosanitari e soprattutto, riteniamo che il danno alle api debba essere considerato quale un sensibile indicatore ed un primo possibile campanello d'allarme di ben più rilevanti conseguenze all'insieme dell'equilibrio ambientale.
Per tutti questi motivi, ci appelliamo al suo Ministero affinché s'impegni ad acquisire con celerità tutti gli elementi che stanno alla base delle recenti pronunce e decisioni in Francia; attivi tutte le misure per il monitoraggio degli effetti dei trattamenti fitosanitari sulle api e sull'ecosistema; intervenga per ridefinire le procedure autorizzative dei nuovi preparati, adeguando l'indagine all'insieme dei loro possibili meccanismi d'azione con particolare attenzione alla persistenza d'azione delle molecole ed alle possibili conseguenze dei (cosiddetti) dosaggi subletali.

Roberto Della Seta Francesco Panella
Presidente nazionale Legambiente Presidente nazionale U.N.A.A.P.I.