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"Lapis" edizione 06/05
Novi
Ligure, 29 aprile 2005
Spett. le
- Dipartimento della qualità dei prodotti agroalimentari
e dei servizi
Direzione Generale per la qualità dei prodotti agroalimentari
e la tutela dei consumatori
QTC XI - Settore fitosanitario
c/a Dr. Pasquale Mainolfi
- Assessorati Regionali Agricoltura
- Servizi Fitosanitari Regionali
- ARPA - Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente
- Agli organi di informazione agricola: L'informatore Agrario - Agrisole
- Terra e Vita
Oggetto: morie d'api e trattamenti fitosanitari obbligatori contro
lo Scafoideus titanus
E' ormai imminente la ripresa o l'inizio, almeno in quelle regioni
in cui solo recentemente ne è stata segnalata la presenza,
dei trattamenti obbligatori contro lo Scafoideus titanus, vettore
della flavescenza dorata.
La comparsa di tale grave malattia del vigneto ha purtroppo avuto
ripercussioni negative non solo sul settore viticolo, ma anche su
quello apistico a causa di estesi e rilevanti fenomeni di avvelenamento
che, a seguito dei trattamenti insetticidi irrazionalmente effettuati
sui vigneti, hanno coinvolto interi apiari. Si stima che a livello
nazionale il numero di alveari avvelenati proprio a causa dei trattamenti
previsti dai piani di lotta obbligatori contro la flavescenza sia
di alcune decina di migliaia!
Il non aver coinvolto le associazioni dei produttori apistici, sin
dalla fase iniziale della definizione dei programmi di lotta, ha contribuito
ad acuire enormemente il problema dal momento che non sono stati generalmente
presi in alcuna considerazione né l'interesse pollinifero della
vite per l'ape, né la possibile presenza di melate su vite
o di fioriture spontanee nel vigneto. Questa "dimenticanza"
è stata probabilmente la principale causa alla base degli avvelenamenti
delle api.
Inoltre i piani di monitoraggio, condotti ad esempio in Piemonte,
come emerge dalla relazione presentata da Aspromiele (Associazione
produttori miele del Piemonte) in occasione del XXI Convegno dell'Apicoltura
professionale svoltosi ad Arona nello scorso mese di gennaio, hanno
evidenziato come l'unico p.a. responsabile dei fenomeni di avvelenamento
è il fenitrothion. Ad analoghe conclusioni si è giunti
anche in Emilia Romagna, come emerso dalla relazione del Dr.
Claudio Porrini dell'Istituto di Entomologia dell'Università
di Bologna presentata in occasione dello stesso convegno.
Di seguito viene presentata una sintetica, ma emblematica casistica
di avvelenamenti che ha interessato un limitatissimo areale della
regione Piemonte negli anni 2001 e 2002.
Località Principio attivo mg/kg periodo
Gavi Ligure (AL) fenitrothion 4,15 2001
Ovadese (AL) fenitrothion 5,62 2001
Casalese (AL) fenitrothion 0,44 2001
Predosa (AL) fenitrothion 6,03 2002
Dogliani (CN) fenitrothion 6,42 2002
Dogliani (CN) fenitrothion 0,65 2002
Mombaruzzo (AT) fenitrothion 11,86 2002
GaviLigure (AL) fenitrothion 4,65 2002
Castelferro(AL) fenitrothion 1,05 2002
Rosignano Monf.to (AL) fenitrothion 2,29 2002
Vignale (AL) fenitrothion 0,28 2002
D'altronde in un recente convegno in Toscana
sono state riferite le esperienze condotte dai servizi fitosanitari
del Friuli Venezia Giulia da lungo tempo impegnati, per la presenza
di numerosi impianti vivaistico-viticoli nella Regione, nella lotta
allo scafoideo che evidenziano l'inefficacia dei prodotti microincapsulati
nei confronti dello Scafoideus titanus (vettore della flavescenza).
Sulla base delle drammatiche esperienze maturate negli anni passati,
al fine di proteggere e tutelare il settore apistico e di salvaguardare
l'indispensabile azione pronuba delle api si ritiene indispensabile
che :
1. nei piani per la lotta obbligatoria alla flavescenza dorata vengano
esclusi, sulla base delle risultanze dei casi di avvelenamento riscontrati
in questi ultimi anni, i presidi sanitari a base di fenitrothion;
2. in detti piani sia vietato, sulla base dalle esperienze condotte
dai servizi fitosanitari del Friuli Venezia Giulia, l'utilizzo dei
prodotti microincapsulati per la loro inefficacia nei confronti dello
Scafoideus titanus.
Auspichiamo inoltre che sia opportunamente valutata l'adozione di
un complesso di misure nell'organizzazione della lotta al vettore
della flavescenza dorata affinchè:
1. sia prevista la costituzione di un gruppo di lavoro sulla flavescenza
dorata di cui facciano necessariamente parte i rappresentanti delle
Associazioni di prodotto degli apicoltori e, se necessario, in virtù
della loro specifica competenza sugli avvelenamenti degli insetti
utili, anche i rappresentanti dell'Istituto Nazionale di Apicoltura
e/o dell'Istituto di Entomologia dell'Università di Bologna
e/o l'Istituto Zooprofilattico delle Venezie;
2. venga vietata l'effettuazione del primo intervento obbligatorio
di lotta alla scafoideo durante la fase della fioritura della vite,
in quanto specie di interesse pollinifero per le api, come testimoniato
da vari studi scientifici condotti dall'Istituto di Apicoltura dell'Università
di Torino;
3. i trattamenti vengano comunque effettuati previo sfalcio delle
fioriture spontanee eventualmente presenti in vigneto e in assenza
di melate sulle piante di vite;
4. venga attivata una campagna di informazione rivolta ai tecnici
viticoli e ai viticoltori sul rischio di possibili avvelenamenti delle
api nel caso in cui i trattamenti vengano effettuati non rispettando
le indicazioni sopra riportate;
5. vengano sensibilizzati gli apicoltori affinché sia presente
e alta l'attenzione su eventuali morie di api, promuovendo la necessità
di intensificare il controllo degli alveari nella fase dei trattamenti
obbligatori ai vigneti e l'utilità, in caso di morie, di effettuare
prelievi di campioni di api morte (100-150 grammi), che andranno messi
in sacchetti di plastica puliti e congelati rapidamente, al fine di
renderli utili per le successive analisi;
6. vengano attivati, in stretta collaborazione con le Associazioni
dei produttori apistici di riferimento territoriale, piani di intervento
finalizzati al monitoraggio sistematico delle problematiche riferite
agli allevamenti apistici ed alla corretta e approfondita valutazione
dei casi di avvelenamento (principio attivo riscontrato, alveari coinvolti,
areale
);
7. siano stanziate risorse specifiche per effettuare, possibilmente
presso un unico centro qualificato, le analisi di laboratorio dei
campioni di api morte
8. venga condotto, mediante l'utilizzo di trappole a feromoni, un
attento monitoraggio della presenza e consistenza delle popolazioni
di Scafoideus titanus, vettore della flavescenza dorata, al fine di
pianificare l'effettiva necessità di trattamenti insetticidi.
Nel ringraziare per l'attenzione si coglie l'occasione per richiedere
infine l'invio di copia dei decreti per la lotta obbligatoria previsti
per l'anno in corso.
Confidando nell'accoglimento delle richieste e disponibili da subito
ad un fattivo confronto, colgo l'occasione per porgere i più
cordiali saluti.
U.N.A.API.
Il Presidente
(Panella Francesco)
Il direttore generale per la qualità dei prodotti
agroalimentari e la tutela del consumatore
Abate
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