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"Lapis" edizione 01/05



Compreresti un'auto usata da quest'uomo?


Questo quesito segnò, oltre cinquant'anni or sono, la campagna elettorale di Kennedy contro la percepita inaffidabilità di Nixon. Se nel frattempo è cresciuta l'affidabilità delle marche di prodotti di consumo, grazie anche all'enorme sviluppo della tecnologia, è invece diminuita in modo inversamente proporzionale ed esponenziale la fiducia nei prodotti alimentari per il desco quotidiano.
Il cibo non è più frutto di scambio e commercio locale, ma mondiale.
In passato il cibo era sovente insufficiente, mai e poi mai però sarebbe capitato ad alcuno (tranne che a re e principi) di temere che potesse far male.
Tanti… sempre di più chiedono e cercano carne, olio, pane… "veri" e "sani"!
Il quesito per le future battaglie politiche in Europa potrebbe quindi essere: "Compreresti il latte, le uova, la carne... da quest'uomo"?
Non so quale politico, seppur ampiamente supportato da corti plaudenti e da ricchi mezzi, potrebbe uscire bene da un sondaggio di tal fatta.
I consumatori, per fidarsi oggi di un alimento, richiedono garanzie crescenti e non si limitano più alla semplice comparazione di costo o della "vista" del prodotto.
Non a caso esiste una tal proliferazione di marchi e di certificazioni di vario tipo.
Dal 1° gennaio 2005 scatta quindi il nuovo obbligo (art 18 reg 178/2002 CE) per tutti gli operatori del settore agroalimentare di adottare sistemi di rintracciabilità idonei, efficaci e documentati, finalizzati a: "individuare chi abbia fornito loro un alimento, un mangime, un animale destinato alla produzione alimentare o qualsiasi sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime".
Per i produttori di miele documentare la rintracciabilità di filiera del miele non dovrebbe essere troppo complesso, se regolarmente dotati di manuali di autocontrollo (HACCP), ma comporterà nuovi adempimenti documentali su tutte le materie fornite alle api e sull'origine delle api stesse.
Sulla "certificazione di filiera", specie se declinata "all'italiana", più di un consumatore invece rischia di riporre ben poca fiducia; è quindi vasta la richiesta di una ben diversa tracciabilità e pubblica trasparenza del prodotto e degli ingredienti che lo compongono, quando posto al consumo.
Su questa nuova garanzia riportata "in etichetta" sull'origine dei prodotti e dei loro ingredienti, il nostro sistema politico aveva speso grandi promesse ed ora si scopre che non se ne farà nulla; confermando un andazzo sempre più corrente di grandi annunci e roboanti promesse cui segue il nulla amministrativo e l'addebito ad altri delle "colpe". Certo di quest'insipienza qualcuno gioisce: l'organizzazione degli industriali alimentari, Federalimentare ben affiancata da Confagricoltura nella battaglia contro ogni tracciabilità in etichetta e contro il diritto ad una scelta informata e consapevole dei consumatori.
Per il miele come per molti altri prodotti però la partita non è chiusa… tutt'altro!
Francesco Panella
Novi Ligure 7 dicembre 2004

PS: Il 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio, è proprio quello migliore per rivolgere a voi tutti i miei migliori auguri e per "scartare" insieme il bel regalo che ci fa la nostra rivista apistica prediletta. Grazie ad un apprezzamento crescente e ad un sensibile aumento delle vendite e di abbonati, L'Apis da gennaio in avanti avrà una sgargiante nuova veste, tutta e sempre a colori, come l'infinita tavolozza delle mille sfumature del mondo apistico, che la riempiono.