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"Lapis" edizione 02/03


Il bicchiere mezzo pieno…

Fra i miei amici, conoscenti e collaboratori non sono conosciuto, almeno così credo, come una persona pessimista. Anzi alcuni, riferendosi alle possibili modalità d’osservare realtà e bicchieri (nonché, temo, riferendosi alla mia pancia) m’hanno soprannominato “mezzo pieno…”. Eppure rileggendo questi miei appunti periodici d’apertura Rivista sembra che le tinte fosche e forti prevalgano. E’ la realtà,forse, che non consente uno sguardo fiducioso e speranzoso.
Guerra imminente.
Mi auguro che il rullio crescente dei tamburi, che annunciano una nuova, devastante guerra sia, nel tempo di stampa e spedizione della rivista, ridotto al silenzio. Spero che ognuno di noi faccia tutto ciò che sta nelle sue possibilità per contribuire a farlo tacere.
Apicoltura in ginocchio.
A seguito della grande campagna di denuncia che abbiamo attivato sulla calamità in apicoltura alcuni atti - quali l’impegno del Ministro Alemanno e l’inserimento dell’apicoltura in un provvedimento di legge parlamentare - ci avevano dato buona ragione di poter contare su qualche concreta misura di sostegno. A quanto sembra, invece, la strada individuata dal Mipaf stenta a tradursi in precisa modalità operativa e rischia di ridursi al nulla assoluto. Al momento l’unico provvedimento che sembra in dirittura d’arrivo è in discussione nella Regione Sardegna mentre dal Ministero e dalle Regioni non emerge un solo elemento di speranza.

Un voce in meno dell’apicoltura.
Dopo oltre ventiquattro anni d’attività la rivista bimestrale l’Ape Nostra Amica sospende le pubblicazioni
Non possiamo che dolerci d’una perdita che rende meno ampio e completo il panorama editoriale apistico italiano. Al di là dei pregi e limiti redazionali di questa o quella rivista tale congiuntura denuncia un insufficiente investimento in informazione da parte di tanti, troppi, apicoltori che non colgono la necessità inderogabile d’essere adeguatamente e variamente aggiornati.
O’ scarafone.
Un’altra terribile piaga rischia d’abbattersi sull’apicoltura europea: un piccolo coleottero che porta un grande, enorme, pericolo. Per impedirne e fronteggiarne, se ancora possibile, l’arrivo servono misure di polizia veterinaria che sollecitiamo con forza ma necessita, più che altro, l’informazione, la conoscenza cui conseguano comportamenti coerenti da parte di tutti, nessuno escluso, gli apicoltori italiani.Nella cultura e nel bagaglio di conoscenze di ogni apicoltore deve essere, d’ora in poi chiaro il rischio, con tutti i suoi risvolti, che comporta l’importazione d’api.
Perché solo in un caso, quello in cui una forma vivente provoca l’estinzione di un’altra forma di vita, perde di significato ciò che canta Pino Daniele: “Ogni scarafone è bello a mamma sua!”.

Francesco Panella
Novi Ligure 27 gennaio 2003