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"Lapis" edizione 03/03


Costruire, costruire, costruire!

Mi piace aprire questo numero speciale di L'Apis, dedicato a parte dei contributi emersi nel Convegno dell'Apicoltura Professionale, rimarcandone qualche aspetto:
-Il primo atto dell'iniziativa si è svolto nella più grande ed antica necropoli europea, ai piedi della Città del Miele di Sortino, ove nei costoni di roccia furono scavate oltre 5000 nicchie sepolcrali. E vale rammentare che uno degli elementi distintivi dell'homo sapiens, rispetto agli altri esseri viventi, è stato, proprio, una diversa consapevolezza e considerazione della morte accompagnata da attenzione e cura dei resti dei propri simili. In tale cornice abbiamo potuto visitare un apiario di fasceddi, "naturalmente" e storicamente collocato in una rientranza della parete di pietra, condotto con una tecnica unica al mondo per la sua innovatività. Tecnica che, immutata, si è praticata dalla lontana epoca della Magna Grecia.Un bel connubio, d'elementi di storia e di civiltà, che è stato di buon auspicio, e ben si è legato, con il convegno che ha chiuso i lavori congressuali (sull'IGP del miele d'Agrumi d'Italia) incentrato sull'individuazione dei migliori strumenti per dare riconoscibilità e futuro alla nostra peculiare cultura e storia in un mondo che non vogliamo neghi tradizioni, identità e differenze.
-In coincidenza della giornata mondiale per la pace del 15 di febbraio, nell'incontro con la Città del Miele di Zafferana Etnea, abbiamo avuto un momento di riflessione sulla nostra ragion d'essere sulla faccia della terra che ci ha, tutti, colpiti ed emozionati. Grazie al calore di chi ci ha accolto ed, in particolare, alle toccanti parole del Sindaco Leonardi si è realizzato un raro momento d'energia collettiva, di comunanza e condivisione.
Purtroppo, poi, nel giro di pochi giorni, il rombo di tamburi e di preparativi dedicati al dio Giano della guerra si è tradotto in ultimatum che sembrano preludere, unicamente, ad uno scenario di morte. Ma da tanti, tantissimi, e da tante parti, provenienze e storie è venuto un grido così forte da non poter essere soffocato.
E' come se il popolo, i popoli, del mondo stiano, a fatica, cercando di riaffermare una nuova "religione" (nel senso originario del termine latino: religo = unione, unità) basata non su un pacifismo di principio (definizione di cui fatico a capire il senso) ma bensì sulla difficile sfida ad essere: "Costruttori di Pace".
Riemerge cioè qualcosa che è nel DNA della/e civiltà, e che come tale fu magistralmente espresso nel Vangelo: non l'ideologico e "morale" rifiuto della forza ma la tensione e lo slancio per "costruire"l'uso più accettabile possibile, e foriero di futuro, della forza stessa.
Come si disse, ossessivamente e con buon motivo, dopo il crimine contro l'umanità delle Due Torri di New York l'importante è che la vita continui e che nel confronto quotidiano vi sia una spinta per "costruire" convivenza, tolleranza (che è ben altro dalla pavida acquiescenza) e, più d'ogni altra cosa, progresso.
Affrontare le contraddizioni, disponibili al confronto ed alle sfide, è la ragion d'essere, nel microcosmo apistico, dell'Unione degli apicoltori italiani.
In tal senso abbiamo, naturalmente, dato il nostro contributo, e perseguito la ricerca di una posizione comune, ad una tavola di discussione sulla Legge Quadro promossa dalle associazioni lombarde cui hanno partecipato molte associazioni del Nord Italia; contiamo di proseguire in quest'accidentato cammino con chiunque sia disponibile a confrontarsi e lavorare per l'unità, e forza di proposta, del settore apistico.
Nel contempo, per il rischio del " coleottero killer", ci stiamo impegnando, da un lato, perché sia effettivo il blocco legale d'importazioni d'api e, dall'altro, nell'affermare, e condividere con tutti gli apicoltori, il concetto dell'insensatezza d'importazioni clandestine.
Nella sala stracolma del Convegno dell'otto di febbraio ad Apimel, fra le tante considerazioni e riflessioni, ho sentito più d'una esortazione a non farci prendere dallo scoramento. Se è vero che l'aiuto per la calamità del 2002 rischia di rimanere una bella dichiarazione d'intenti è anche vero che il perdurare del blocco dalla Cina, l'andamento mediocre se non disastroso delle produzioni di miele in Argentina, in Messico ed Australia sembrano preludere ad un favorevole corso delle quotazioni mondiali del miele.
Essere pronti alle sfide più difficili è, forse, un'attitudine connaturata agli apicoltori italiani.
L'augurio del e per il mondo apistico italiano, cui vale, forse, anche il nostro modesto contributo e minuta capacità di "costruttori di pace", è che si realizzi quanto auspicato da Marco Accorti:
"Che nel 2003 si svuotino gli arsenali e si riempiano i melari"
Francesco Panella
Novi Ligure, 11 3 03