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"Lapis" edizione 05/05



Mille fiori-Mille problemi
L'inverno, così come l'avvio della primavera, sono stati rigidi ed il freddo si è prolungato; oramai abituati ad inverni morbidi siamo quindi tornati con la memoria agli inverni della nostra gioventù. Le famiglie hanno avuto uno sviluppo tardivo ed in più di una zona hanno certamente patito l'andamento stagionale.
L'evoluzione delle temperature ed il ritardo del calendario delle fioriture hanno provocato da un lato difficoltà di sviluppo delle famiglie e dall'altro reso ancor più gravi gli estesi fenomeni patologici, fra cui una grave ed estesa recrudescenza di nosema. Mentre in vaste zone del paese la siccità imperversava, il fenomeno delle contemporanee e persistenti precipitazioni in meridione ha provocato in vari areali molte difficoltà nel controllo della sciamatura.
Gli apicoltori come tutte le primavere, sono in campo ad affrontare le difficili incognite delle variabili primaverili, ma le implacabili macchine ferruginose delle burocrazie non per questo si fermano e nella loro attività non cessano di stupirci.
Il MIPAF infatti, l'anno scorso, nell'applicare in Italia la nuova Direttiva comunitaria sul miele non provvedeva a correggere un evidente errore di traduzione, che pure gli era stato ripetutamente segnalato, tale da ingenerare gravi conseguenze interpretative.
Finalmente l'otto marzo del 2005 lo stesso Ministero provvedeva ad emanare una circolare esplicativa del suo precedente decreto legislativo n. 179/2004, pubblicata nella pagina a fianco, con cui si autorizza l'uso della dizione "Miele di Millefiori" e si mettono fuori legge, senza neppure prevedere tempi di smaltimento delle scorte, altre definizioni tra cui quella di "Miele di Bosco", consolidata da tempo nel mercato italiano per commercializzare il miele di melata.
Apprezziamo il passo avanti, che fra l'altro conferma il possibile utilizzo di denominazioni d'origine botanica non necessariamente uniche, ma siamo costretti ad esprimere l'insoddisfazione del comparto per il metodo seguito e nel merito della decisione espressa.
Metodo che non ha visto né richiesto la partecipazione, la concertazione e nemmeno l'informazione dell'insieme degli operatori del settore.
Nel merito precisiamo che:
o la dizione "miele di bosco" o "melata di bosco", utilizzata per indicare il miele di melata, è da tempo impiegata commercialmente, di uso consolidato e complessivamente conosciuta, apprezzata ed utilizzata dal consumatore italiano;
o al pari della dizione "millefiori" l'indicazione "miele di bosco" "costituisce ormai per i consumatori italiani ed europei una vera e propria consuetudine ed un motivo di riconoscibilità del prodotto in linea con la vigente normativa comunitaria e nazionale sull'etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari";
o in diversi paesi europei è consolidato l'utilizzo dei termini "miel de bois" o "wald honig" o "forest honey" per indicare appunto questo tipo di miele: il miele di melata;
o dal punto di vista produttivo e di mercato la melata è una risorsa importante che trova una sua collocazione commerciale affermata e particolarmente riconosciuta grazie all'utilizzo di questa specifica denominazione.
Ci stiamo attivando per esprimere una posizione, il più possibile unitaria, dell'insieme della filiera apistica per far rilevare l'impatto di questa risoluzione, che va ancora una volta a penalizzare un settore e una risorsa dell'agroalimentare, e che non esprime la capacità di fare sistema come paese, pregiudicando le potenzialità produttive e commerciali del miele italiano. Si sacrificano sull'altare di una presunta osservanza di norme comunitarie i costumi, gli usi consolidati e tipici in un paese caratterizzato tradizionalmente sia nella produzione, sia nel consumo, dalla presenza di un insieme molteplice di prodotti differenti e specifici.
E' insomma, l'ora di rendersi conto che se è giusto preservare i prodotti tradizionali, quali il lardo di Colonnata, è altrettanto, se non più importante, difendere le affermate denominazioni tradizionali delle varie qualità dei mieli italiani.
Francesco Panella
12 aprile 2005, Novi Ligure