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"Lapis" edizione 06/04



2004: stagione apistica “normale”?

Ad un terribile inverno, ad un inizio pessimo di primavera pieno di batoste e difficoltà, così come alla travolgente febbre sciamatoria fanno da contrappunto i bei melari che hanno allietato la vista ed indolenzito le braccia di tanti apicoltori spersi in molte zone della nostra penisola.
Alla più che accettabile media di miele d’Agrumi (con la Sicilia purtroppo nuovamente penalizzata) fanno buona compagnia i bei risultati produttivi di miele d’Acacia con punte d’eccellenza d’apiari svettanti melari come grattacieli di Manhattan; agli scarsi raccolti di millefiori e di Sulla primaverile si contrappongono le buone produzioni di millefiori della prima parte di giugno in svariate zone di pianura e collina. Nel buon quadro d’insieme non manca qualche brutta pennellata per quanti sono stati, come in Basilicata ed in parte dell’Italia centrale, afflitti da sciamatura a go-gò, accompagnata nel migliore dei casi da pochi chili di produzione.
Siamo ora all’apertura delle campagne del castagno e dell’eucalipto mentre al momento risultano penalizzate dall’instabilità meteo le produzioni d’alta montagna.
L’andamento dei prezzi potrà essere probabilmente “normalizzato” non tanto dall’entità della produzione nazionale quanto dal calo generalizzato dei consumi interni che colpisce in modo particolare l’utilizzo e l’acquisto di miele e dal contemporaneo crollo della domanda e dei prezzi negli scambi internazionali.
Né potevamo pensare che la crescita della “bolla” dei prezzi del miele potesse proseguire indisturbata.
Sembra quindi d’essere tornati alla “normalità” delle stagioni ante nuovo millennio.
Ciò che a tutt’oggi esula, invece, dalla normalità e che va colto nella sua rilevanza è:
- La grande vittoria dell’apicoltura mondiale con la sospensione dell’uso del Imidacloprid in Francia che fa seguito ad analoga misura per il Fipronil.
- L’azione d’U.N.A.API. che, in sinergia con molte Regioni, ha ottenuto il ritiro della circolare Agea per la Calamità 2002 e l’emanazione di un nuovo dispositivo che, pur con ritardo ingiustificabile, più s’avvicina alla decenza (nb: diversamente da altri ci attribuiamo i meriti solo di quanto pubblicamente e reiteratamente perseguiamo).
- La mancanza assoluta di risposte all’appello di LegAmbiente e di U.N.A.API., nonché alla relativa interrogazione parlamentare dell’On. Realacci, al Ministro Alemanno in merito alla pericolosità delle nuove molecole ed alla necessità di rivederne le procedure autorizzative (anche alla luce di quanto decretato dal vicino Stato d’oltralpe).
- La preoccupazione che pervade tutti gli apicoltori in aerale viticolo sottoposte a trattamenti insetticidi obbligatori per la lotta alla flavescenza, con il contemporaneo notevole ritardo di fioritura di molti vigneti.
La speranza è che l’apicoltura italiana possa trarre forza dall’andamento e dai risultati produttivi stagionali per affrontare queste come altre complesse questioni e che sia possibile attenersi all’epigrafe di Antoine De Saint–Exupéry:

“Nella vita non ci sono soluzioni; ci sono forze in cammino.
Bisogna evocarle.
E le soluzioni vengono dopo”.

Francesco Panella
Novi Ligure, 22 giugno 2004