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"Lapis" edizione 07-08/05



Territorio, Territorio, Territorio!

Buono, in generale, questo avvio della stagione 2005. L'andamento produttivo è risultato con grandi difformità di resa tra i diversi aerali, con la penalizzazione di alcune zone, tra cui le isole, e alcune punte di eccellenza sia in qualità che in quantità in diverse aree e regioni, tra cui la Toscana, quasi a compensare la sfortuna produttiva delle più recenti stagioni. Contrariamente alle speranze degli apicoltori italiani la flessione dei prezzi del mercato all'ingrosso del miele ha assunto un andamento al ribasso che sembra non avere fondo. Il mercato internazionale conferma quotazioni degli scambi di miele in picchiata, quello nazionale non dà, quantomeno al momento, segno di vita. In compenso il prezzo di vendita dei barattoli posti sulle scansie dei supermercati non segna analoghi ribassi, e notevoli profitti compensano ampiamente la scarsa convenienza lamentata dalla commercializzazione del miele nella grande distribuzione, nelle scorse stagioni. In tale situazione segnata da più d'una preoccupazione per il futuro del comparto posso segnalare solo un piccolo ma importante evento, che forse non sconvolgerà gli scenari futuri, ma che può aprire importanti prospettive d'innovazione nel mercato del miele, delle regole che lo contraddistinguono, sia sotto il profilo della stessa "concezione" del miele sia per l'obbligo di chiarezza nel fornire importanti informazioni al consumatore finale del prodotto.
Proprio oggi, 23 di giugno, mentre scrivo queste righe, si sta discutendo fra i rappresentanti degli Stati e la Commissione, a Bruxelles, un documento di orientamento per la migliore interpretazione della Direttiva comunitaria sul miele operativa, oramai, in tutti i 25 paesi membri.
Il documento predisposto dalla Commissione europea propone alcune importanti messe a punto.
Le principali puntualizzazioni, in estrema sintesi, riguardano:
o Il divieto d'utilizzazione della dizione Miele in etichetta qualora al prodotto siano state addizionate altre sostanze alimentari, quali additivi alimentari e sciroppi zuccherini.
o Il divieto di utilizzare la definizione Miele per un alimento composto se il prodotto non risponde alle caratteristiche definite dalla Direttiva sul miele e l'obbligatorietà di riportare la percentuale di miele presente quando questo è un ingrediente di rilievo di un prodotto alimentare composto.
o La possibilità di riportare diverse origini botaniche (ivi compreso Miele di Foresta) quando queste riflettono una naturale contiguità botanica in un determinato aerale/ periodo di bottinatura di un territorio. Qualora invece la compresenza in un barattolo di mieli di diversa origine botanica e territoriale sia frutto di lavorazione da parte dell'uomo si stabilisce l'obbligo di indicarlo in etichetta con l'inequivocabile definizione di "Miscela".
o Qualora un miele provenga da un paese l'obbligo di indicarlo in etichetta poiché è insufficiente l'indicazione di una regione o una zona, che non rende riconoscibile con certezza l'origine geografica del prodotto in tutti i paesi della Comunità.
o La possibilità di utilizzare menzioni qualificative del miele, sempre verificabili, documentabili e tali da non trarre in errore il consumatore, quali " miele estivo","non pastorizzato", "non scaldato" ecc…
Ed infine la possibilità d'utilizzare la dizione Millefiori ma solo quando il miele posto nel vaso corrisponda ad una sola zona di raccolto da parte delle api, "assemblato" con un processo naturale che non corrisponda ad una mescolatura operata dall'uomo di mieli provenienti da diverse origini botaniche e/o territoriali.
Il Gruppo Miele europeo del COPA-COGECA, cui ho partecipato in rappresentanza dell'Italia, si è riunito ai primi di giugno a Bruxelles ed ha stabilito, fra l'altro, i seguenti indirizzi operativi per:
o L'approvazione del documento d'interpretazione della Direttiva comunitaria sul miele proposto dalla Commissione.
o La inderogabile definizione di comuni e rigorosi limiti analitici per la ricerca di contaminanti nel miele. La proposta è di attestarsi nella Comunità a 15 PPB, valore più basso equivalente alla attuale soglia di certezza di rinvenimento di principi attivi non consentiti, in particolare delle varie famiglie di antibiotici non aventi come cloranfenicolo e nitrofurani valori di ricerca già stabiliti. Solo la definizione di soglie definite di ricerca analitica consente infatti al mercato la certezza per potersi orientare e tendere all'eliminazione degli attuali e notevoli fenomeni di contaminazione del miele posto al consumo.
Tale è stato anche l'auspicio della delegazione italiana che ha attivamente contribuito ai lavori in piena sintonia con gran parte delle delegazioni apistiche, fra cui particolarmente propositive quelle di vari paesi di recente ingresso nella Comunità.
Speriamo che i rappresentanti dei governi dei diversi paesi, compreso quello del nostro Ministero dell'Agricoltura, ben stiano lavorando sulla proposta dei Servizi della Commissione, nella riunione che è in corso a Bruxelles….
Francesco Panella
Novi Ligure 23 giugno 2005