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"Lapis" edizione 09/02


La Mala Ora

Al convegno di mezza stagione della Professionisti a Modena così come in altre occasioni d'incontro d'apicoltori abbiamo sviluppato una piccola inchiesta con una sola domanda rivolta ad apicoltori da più generazioni e ad apicoltori anziani:
"Hai mai visto, vissuto, o sentito parlare in casa, di una stagione come questa?"
Le risposte sono state assai accurate e circostanziate, la memoria rurale sa essere precisa in particolare quando ritorna a momenti di vita di difficoltà bruciante: in ogni zona o regione si sono avute annate pessime, anche in successione e pure peggiori della presente, ma mai e poi mai si è verificata la concomitanza di una stagione così brutta nell'insieme del territorio nazionale con tale, pesante e generalizzata penalizzazione per il miele di millefiori.
Ci sono stati altri momenti di gravi preoccupazioni sanitarie ma mai era accaduto di non "capire" il comportamento delle famiglie e più che altro di non comprendere l'assenza di raccolto a fronte della concomitanza delle variabili (umidità, temperatura, fioritura) apparentemente ottimali.
Mentre scrivo c'è ancora una qualche speranza in alcune zone a millefiori tardivo, come i medicai nella pianura padana, e per la produzione di melata di metcalpha.
Di certo, però, la produzione italiana di miele non potrà risollevarsi dal dato produttivo più basso realizzatosi da un secolo, come giustamente afferma la rilevazione speciale di luglio dell'Osservatorio del miele, "a memoria d'uomo".
A fronte di una tale pesante situazione non è pensabile che il settore apistico sia nuovamente e perennemente "dimenticato".
Proponiamo, a tutti gli apicoltori, un'azione, una campagna d'informazione, di sensibilizzazione.
Proponiamo che gli apicoltori singolarmente ed in gruppo, le associazioni e coperative apistiche, indirizzino agli enti locali e regionali, ai media, ed in particolare al Ministro dell'Agricoltura Giovanni Alemanno, delle lettere che diano il quadro circostanziato della gravissima situazione in cui ci dibattiamo come singoli e come settore produttivo.
Volendo, con un poco di volontà da parte istituzionale, con spesa assai limitata, è possibile mettere in atto iniziative di sostegno all'apicoltura ed imbastire, finalmente, una politica nazionale che dia una prospettiva al nostro comparto.
Sappiamo che la creatività degli apicoltori saprà trovare mille strade per esprimere il disagio in cui ci dibattiamo ed il desiderio, la speranza di un futuro che la nostra apicoltura per passione merita.
Lo sforzo che proponiamo agli apicoltori è piccolo e potrà ottenere un risultato solo se tutti, proprio tutti però, faranno la loro piccola parte.
Forza, quindi, con la carta e penna e la fantasia… perché come diceva il buon Totò:
"Ogni limite ha la sua pazienza!"
Novi Ligure 25 luglio 02
Francesco Panella


Ps: Se di ogni iniziativa, presa di posizione di Enti o consigli comunali, lettera al Ministro, verrà inviata copia all'UNAAPI, provvederemo a costruire un dossier sulla:
"Emergenza Apicoltura Italiana"