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"Lapis" edizione 10/02


Una battaglia importante.

L'Unione degli apicoltori riunisce le sparute forze e le limitate risorse umane ed economiche di quanti ritengono che per un settore così piccolo e parcellizzato (dal ruolo, nello stesso tempo, così importante e così poco considerato) sia necessario ed anzi sia indispensabile saper porre, e cercare di risolvere, gran parte delle questioni sul piano nazionale.
La sfida che abbiamo affrontato, in questa stagione trista, è stata far conoscere le difficoltà in cui si dibatte l'apicoltura nazionale.
E' partito, in più direzioni ed in diversi modi, un messaggio:

  • l'apicoltura sta male, come mai a memoria d'uomo,
  • principalmente a causa dell'andamento climatico
  • ed anche, in misura non trascurabile, per l'aggressione dell'uomo all'ambiente;
  • tutto ciò si riflette e si rifletterà sulla disponibilità del miele
  • sul suo costo al consumo
  • ma, più che altro, sulla qualità dell'ambiente e della vita;
  • è necessaria e possibile una politica nazionale per il sostegno e lo sviluppo dell'apicoltura.


Questo messaggio è stato proposto, curato, impollinato, annaffiato ed è echeggiato di media in media, con le conseguenti semplificazioni tipiche di un sistema di comunicazione connaturato sulle notizie d'effetto.
L'apicoltura, il suo disagio, la necessità e le attenzioni che merita, sono rimbalzati, per la prima volta, sulle pagine dei grandi quotidiani e delle televisioni.
Al cuore pulsante dell'apicoltura nazionale si sono affiancati una miriade di soggetti diversi, in particolare di apicoltori e di apicoltrici di buona volontà, voci e volti diversi d'ogni parte d'Italia, cui va tutto il plauso che merita colui che tenta di costruire e non subire la sorte. Una particolare gratitudine merita la settimana del Miele di Montalcino, ed il suo eccellente ufficio stampa, così come l'Osservatorio del Miele ed il convegno di Castel San Pietro Terme; riconfermati quali baluardi del Movimento delle Città del Miele. L'U.N.A.API. ha, una volta ancora, rinnovato la capacità d'essere nel contempo rete e galassia in cui brillano e si esprimono le mille luci e fuochi del mondo apistico proteso al futuro.
Aver saputo proporre in modo così amplificato la questione è servito, e molto: nella nostra epoca, infatti, solo ciò che appare esiste.
La politica ed in particolare il Ministro dell'Agricoltura sono stati sensibilizzati (chi può consulti la raccolta di lettere, scelte fra le molte, ad Alemanno riportata nel sito www.mieliditalia.it) ed hanno dato più d'un segnale d'interesse e di disponibilità.
L'U.N.A.API. ha, quindi, presentato e formalizzato le necessità e le proposte dell'apicoltura italiana (riportate in sintesi nella pagina accanto) alle istituzioni con l'apporto di organismi ed enti apistici, delle confederazioni agricole Coldiretti e CIA, delle organizzazioni ambientaliste e della tradizione alimentare.
Ad un primo rilevante passo da parte del Ministro Alemanno, con la proposta di uno specifico regime di sostegno alle aziende apistiche in difficoltà, è seguito un notevole arretramento: il Consiglio dei Ministri del Governo ci ha trattato quale eterna ed invisibile Cenerentola dell'agricoltura, non approvando la bozza di dispositivo per l'emergenza apicoltura.
Ho, però, ragione di sperare che quando leggerete queste righe la situazione possa essersi, quantomeno parzialmente, sbloccata. Ho verificato, infatti, una nuova attenzione e sensibilità istituzionale che dobbiamo mantenere "calda".
Il grande insegnamento della favola di Cenerentola non sta, davvero, nell'attesa del principe azzurro salvifico, ma nella caparbia capacità vitale della ragazza, a fronte d'ogni difficoltà ed ingiustizia, di protendersi e rischiare per il diritto a vivere.
Se qualche comunanza con Cenerentola l'abbiamo effettivamente io spero che prevalga, alla fine, quella del non rassegnarsi e battersi per il diritto alla vita per api ed apicoltori.
Francesco Panella
Novi Ligure, 9 settembre 2002.