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"Lapis" edizione 08/04
Un fantasma s’aggira per l’Europa!
Una mazzata sulla testa, l’offuscarsi della prospettiva. Queste
le sensazioni dopo la segnalazione pervenutaci di un comunicato del
Dott. Wolfgang Ritter apparso sul sito dell’associazione apicoltori
della Baviera: il piccolo coleottero degli alveari è in Portogallo.
Mi passano negli occhi scenari che parlano di qualcosa già
visto e soprattutto già vissuto, resi ancor più vividi
dalle notizie provenienti da varie regioni italiane di nuova recrudescenza
della resistenza di varroa al fluvalinate e di conseguente, ennesima
strage di famiglie d’api.
Le righe per questo nostro appuntamento periodico erano già
passate alla composizione, subito prima della stampa in tipografia.
All’ultimo momento abbiamo deciso di sostituirle con qualche
considerazione sulla spada di Damocle incombente ed anche di rimpiazzare
una “breve” con il poco che sappiamo di questo allarme.
I tempi moderni cambiano il ritmo e i giri di volta della fortuna
secondo una cadenza sempre più accelerata, frenetica ed anche
nel piccolo ambito del mondo apistico.
In un’epoca dove si ritorna a torturare e fucilare i bambini,
possono riapparire anche le piaghe di biblica memoria e possono avvicendarsi
in cadenza sempre più ravvicinata.
L’unica certa differenza è l’origine: quelle di
una volta erano attribuite unanimemente alla volontà di un’entità
superiore queste di oggi, invece, sono con scientifica certezza opera
dell’uomo, solo dell’uomo e della sua ingorda ignoranza.
Si è anche repentinamente, come mai prima d’ora, ridimensionata
la quotazione del miele negli scambi internazionali e quindi anche
nelle, peraltro scarse, contrattazioni e cessioni del miele italiano.
Ne patiranno maggiormente coloro che, come me, il prodotto lo cedono
o conferiscono all’ingrosso ed in misura minore tutti gli apicoltori
che lo commercializzano direttamente al consumatore finale. D’altronde
quest’ultimi, in buona compagnia con buona parte della distribuzione
e dei trasformatori, avevano, negli ultimi due anni, dovuto accollarsi
parte dell’incremento di prezzo della materia prima per provare
a “calmierare”un poco l’importo finale al kg. Siamo
anche noi cittadini e consumatori, oltre ad essere apicoltori per
passione e mestiere, e percepiamo, viviamo intera la difficoltà
di tirare avanti in questa situazione di stagnazione e palpabile riduzione
del potere d’acquisto. Sappiamo bene come per molti anche un
alimento sano, antico e “magico” come il miele possa trovarsi
inscritto fuori dalla lista della spesa, nella categoria voluttuaria
su cui effettuare “tagli”, oggi di gran voga.
La mia aspettativa e fiducia è che il decremento delle quotazioni
di miele all’ingrosso sia relativamente contenuto, e non analogo
a quello che invece ad esempio hanno subito gli apicoltori latino
americani.
Dipenderà anche dalla capacità di tener duro da parte
dei produttori italiani prima di cedere ad un’offerta inadeguata
se non indecente. E’ una partita che condividiamo con grandi
settori dell’agricoltura, quest’anno in difficoltà
molto più gravi che non quelle che affliggono noi apicoltori.
Saper tener duro è una qualità indispensabile in apicoltura
e per il futuro dell’apicoltura; che però richiede ed
impone che sia presente un’altra attitudine: la creatività.
Molti condivideranno la scommessa che oggi ho fatto con me stesso:
nel caso non sia stato possibile bloccarlo e sia oramai in viaggio
verso le nostre contrade impareremo a conoscere ed a combattere anche
il piccolo scarafone degli alveari!
Tanto più saremo uniti ed organizzati tanto più riusciremo
con creativa testardaggine a sconfiggere anche questa piaga e nello
stesso tempo a fare mieli non contaminati e buoni e tanto più
vi saranno consumatori che sapranno riconoscerli ed apprezzarli.
D’altronde la celebre battuta di Thomas Edison ci ricorda che:
“La creatività è per l’un per cento ispirazione
e per il 99 per cento sudorazione”
Francesco Panella
Novi Ligure 14 ottobre 2004
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