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"Lapis" edizione Settembre-Ottobre
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"Le cose che sembrano impossibili,poi succedono."
Mi sembra calzante aprire questa periodico appuntamento
con il bel motto che accompagna uno dei film presentati al Festival
del Cinema di Venezia.
L'impressionante siccità con temperature torride ci ha lasciati
a secco delle produzioni estive ed, in diverse zone del paese, ha
indebolito o ridotto alle fame le famiglie d'api. In molti casi si
è dovuti ricorrere più alla riunione di famiglie ed
all'accensione di ceri per la sopravvivenza invernale che non alle
consuete pratiche d'invernamento.
La varroa non ha, in compenso, generato molti danni (non essendo favorita
dalle temperature medie) ma l'apprensione è per le patologie
in agguato in conseguenza dello stress.
Ciò che preoccupa, però, ancor più è che
si stanno realizzando i più nefasti presagi nel mercato mondiale
del miele.
Come documenta uno dei tanti allarmi ufficiali, che pubblichiamo nella
pagina accanto, sono all'ordine del giorno segnalazioni di contaminazione
sempre più frequenti ed inquietanti da varie provenienze.
Da mieli dichiarati dell'Est Europa così come da mieli sedicenti
"spagnoli" e "portoghesi" emerge all'analisi la
presenza del famigerato e micidiale antibiotico: il Cloramfenicolo.
Ricordiamo a quanti responsabili della salute pubblica in Europa e,
soprattutto, in Italia che quando nel settembre del 2002 gli Stati
Uniti trovarono tracce di questo veleno in 16 containers di barili
di miele, provenienti da paesi asiatici, conclusero con anglosassone
buon senso che si trattava di miele cinese, tal quale od in miscela.
Al rinvenimento seguì la determinazione del limite massimo
di un ppb in luogo dei tre di Cloramfenicolo previsti dalla U.e. e
l'instaurazione di un regime speciale di controllo con strette misure
di sorveglianza speciale per i paesi sedicenti d'origine del prodotto
contaminato.
Dall'Australia rimbomba invece la notizia di minacce ed addirittura
di un attentato ad uno dei pochi che si sono opposti alla Honey Connection
operante per la triangolazione d'ingenti quantitativi di miele cinese,
ovviamente "nazionalizzato" come australiano, per l'esportazione
negli U.S.A.
Un segnalazione viaggia, invece, a mezzo fax direttamente dai commercianti
sulla possibile chiusura delle importazioni dalla Turchia per reiterata
adulterazione con sciroppi zuccherini in una parte significativa del
miele che quel paese e proposto sulla scena internazionale (mercato
italiano incluso), da un anno a questa parte.
Via internet, si ha notizia di contaminazioni rinvenute in Inghilterra
in miele argentino con un accrescitore della crescita del bestiame,
anch'esso da tempo vietato in Europa: l'antibiotico Nitrofurano; con
conseguente attivazione di misure straordinarie di controllo attuate
dallo Stato Argentino, prima dell'esportazione.
Né sollevano minor preoccupazione il rinvenimento di tracce
di Tilosina e Streptomicina in mieli del Messico e di dichiarata origine
europea.
La battaglia per la sicurezza ed il diritto all'informazione di tracciabilità
degli alimenti da parte del consumatore finale assume sempre più
fondatezza ed importanza strategica.
Come ricorda un proverbio cinese "l'alta marea non solleva tutte
le barche".
Nostro obiettivo, impegno e speranza è che affondino in questa
tempesta sia i mieli di scarsa qualità sia l'equivoca e truffaldina
dizione "miscela di mieli".
Francesco Panella
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