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Sagra del Miele di Sortino(Sr).


 La Cronistoria.

Una sera come tante altre, un gruppo di ragazzi e ragazze impegnati nella locale associazione turistica Pro-Loco, partoriscono l'idea quasi per scherzo di una festa dedicata a questo meraviglioso prodotto il miele, il miele di Sortino.
L'idea infervorisce un po' tutti i presenti, ma come fare e soprattutto cosa fare, e poi bisogna parlare con i fasciddari (così vengono chiamati gli Apicoltori di Sortino, da fasceddu (arnia, alveare) un parallelepipedo lungo 83 cm, largo 18,50 costruito artigianalmente con rocchetti di ferra (dal latino ferula: canna, bastoncello) sovrapposti a canniccio, forati a caldo e attraversati da verghe di mandorlo o oleandro, le due estremità sono chiuse do' timpagnu (tappo), su uno di essi si apre una stretta feritoia u'uccaloru che consente il passaggio delle api; queste ultime vi nidificano e costruiscono a brisca (favo) dove viene deposto il pregiatissimo miele.
I fasciddari una categoria benemerita e benestante, così vengono definiti da i compaesani, dal carattere un po' introverso forse per il fatto che la vita e soprattutto il lavoro che svolgono e piena di sacrifici di nottate passate sulle strade sterrate degli Iblei a barduni ( a piedi conducendo il cavallo o la giumenta) o su un carretto per raggiungere al mattino a posta e fasceddi (alveare), da qui il soprannome che viene loro affibiato i lupi ri notti, anche per la solitudine nei loro spostamenti).
Ma i ragazzi non demordono e riescono a far breccia nei cuori e nella testa di questi uomini duri i fasciddari.
Nasce così la 1° edizione dell'Autunno al Miele, denominazione che presto l'ascerà il posto a quello di "Sagra del Miele", ma quel che sorprende i ragazzi è l'enorme consenso che la manifestazione raccoglie in paese e in provincia, è l'anno 1981 ma è solo l'inizio, perché ogni anno che passa una fiumana di visitatori invade il paese in questa tre giorni, fatta di riscoperta di antichi sapori tipici che si miscelano sapientemente con gli afrori del timo e della zagara del miele di Sortino.
I fasciddari intanto si costituiscono in Associazione Apicoltori Sortinesi divenendo i partner insostituibili ed infaticabili della manifestazione, il vero volano che riesce a dare sempre uno spunto in più, grazie anche alla laboriosità ed inventiva del Presidente Rag. Paolo Pagliaro.
Grazie al suo impegno, alla sua perseveranza che Sortino pian piano conosce le luci della ribalta nazionali ed internazionali nel campo dell'apicoltura.
Anno 1990 viene presentato a Sortino il piano apistico regionale.
Anno 1994 si tengono a Sortino i primi corsi di analisi sensoriale, preludio all'indizione del Concorso Grandi Mieli di Sicilia.
Si arriva così al 1998, alla Sagra del Miele che oramai conta non meno di 60.000 visitatori, viene affiancata la 1° edizione del Concorso dei Grandi Mieli di Sicilia, un successo davvero lusinghiero oltre 100 campioni di miele di produzione regionale invadono la segreteria organizzativa, all'evento viene dato risalto da tutte le testate giornalistiche regionali.
Anno 1999 vengono confermati i dati relativi al Concorso grandi Mieli di Sicilia, Sortino per tre giorni e sede del progetto A.M.A. oltre 100 esperti di tutte le università italiane partecipano all'evento, alla manifestazione e presente anche la RAI.
Anno 2000 la Sagra del Miele raggiunge il suo massimo splendore grazie al fatto che il Concorso grandi Mieli di Sicilia è divenuto al contempo Grandi mieli del Mediterraneo con oltre 300 campioni di miele partecipanti e la trasmissione di Rai 3 " Geo & Geo" riprende l'evento, incastonandolo nel documentario "Il Miele degli Iblei" per la regia di Gianni Romano.
A quest'ultimo la commissione Cultura del Comune di Sortino ritiene di assegnare l'ambito Premio "Ape d'Oro" che nel suo albo annovera lo scrittore Vincenzo Consolo, Sebastiano Burgaretta, l'archeologo Luigi Bernabo Brea, perché trattasi di un capolavoro storico-etnoantrpologico e dir davvero poco basti pensare che la stessa redazione di "Geo&Geo" lo replica dopo la prima del 14 dicembre 2000, l'undici di aprile del 2001 sia per la terza rete che per Rai International via satellite e che la stessa regista responsabile interna Dott.ssa Flavia Scollica ha deciso di replicarlo in "Geo & Geo Magazine" tra agosto e settembre.

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